Trino. (s.b.) Un ulteriore incontro tra le parti sindacali, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, e la proprietà del cementificio Victoria, avvenuto lunedì 5 maggio, ha portato il giorno seguente alla firma di un accordo che verrà sottoposto alle banche per allentare la stretta creditizia. L’azienda tecnicamente non ha cessato l’attività, ma la produzione è ferma da mesi; a fronte di una pesante situazione debitoria l’azienda ha chiesto la ristrutturazione del debito alle banche, che pare accetterebbero un rientro graduale del passivo e fornirebbero le risorse per far ripartire l’attività. Clausola essenziale è la riduzione dei costi: quindi resterebbe ferma una parte dei cicli di produzione – circa un terzo – e si avrebbe uno snellimento nell’organico. L’accordo con i sindacati raggiunto nei giorni scorsi prevede la riduzione di 9 unità, numero minimo di licenziamenti a cui le banche sono arrivate: la speranza dei sindacati è che questo passaggio abbia un esito positivo, sia effettivamente accettato e quindi per gli altri 16 dipendenti si parli di ripresa del lavoro. In caso contrario sarà necessario trovare una soluzione alternativa per non giungere alla serrata definitiva.
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