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VILLAREGGIA: La compagnia teatrale Codices cambia pelle

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VILLAREGGIA. La compagnia teatrale Codices – che trae il suo nome dal fatto che i villareggesi erano definiti ironicamente dagli abitanti dei comuni vicini “quelli del Codice”, perché ferrati in materia di diritti e doveri sanciti dalle leggi del tempo – sta cambiando pelle.

Nata nel 1995 sotto la guida di Laura Parini e rifondata cinque anni dopo dall’attrice, regista e operatrice di teatro educativo con tecniche di drammaterapia Patrizia Becchio, ha portato nella vita culturale e sociale villareggese molti stimoli e riflessioni inedite. Nel tempo i Codices hanno allestito commedie divertenti accanto a ricostruzioni teatrali basate su testimonianze di anziani che hanno condiviso i loro ricordi legati alla grande Storia o alla vita quotidiana di un tempo lontano, oppure di persone provenienti da culture diverse che fanno parte ora della comunità di Villareggia.

Tra le principali realizzazioni degli ultimi anni Eravamo solo dei ragazzi, la Resistenza narrata attraverso lo sguardo dei giovani del tempo, il progetto sull’intercultura Una finestra sul mondo e Suclin e ciabò, il patrimonio della memoria degli anziani villareggesi rappresentato attraverso il teatro e le video interviste. La Compagnia collabora anche stabilmente con la Biblioteca civica, curando presentazioni con autori di libri accompagnate da reading, e progetti destinati ai più piccoli per instillare in loro l’amore per la lettura.

Mentre sono venute meno alcune forze, per sopraggiunti impegni di famiglia o di studio, il nucleo formato da Patrizia Becchio, Marta Gianetto e Tatiana Melis ha proseguito nel filone del teatro sociale, affiancando una robusta preparazione specifica. L’esperienza più recente, ancora in corso, è nata dalla presentazione del libro sulla disabilità Gabriele. Storia vera di un ragazzo speciale, che si sta svolgendo tra Canavese, Vercellese e Biellese, e si caratterizza per un’introduzione recitata da parte dei giovani amici del protagonista, seguita dall’intervista che Patrizia Becchio rivolge all’autrice Paola Chicarella e alla curatrice, con la presenza di un rappresentante dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di Chivasso.

La Compagnia vorrebbe a questo punto tornare ad ampliare i suoi ranghi, accogliendo nuovi giovani, come si è fatto in un primo esperimento in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, lo spettacolo Come si mangia ‘sta libertà con i ragazzi del gruppo OratoriAmo, ed auspica per altro verso la collaborazione della nuova Amministrazione comunale per queste iniziative culturali e sociali.

Claudia Carra

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