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VERCELLI: Terre d’Acqua: le sentenze il 20 febbraio

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VERCELLI: Terre d’Acqua: le sentenze il 20 febbraio

Vercelli. (r.g.) Il processo a Vercelli.

Processo “Terre d’Acqua” alle battute finali. Dopo le repliche del pubblico ministero Pier Luigi Pianta, venerdì 31 gennaio il collegio giudicante ha aggiornato l’udienza al 20 febbraio. Quel giorno, dopo aver sentito i difensori, se vorranno ancora prendere la parola, sarà emessa la sentenza nei confronti dell’ex parlamentare Roberto Rosso, dell’ex sindaco di Trino Giovanni Ravasenga, di Alessandro Giolito, Nicola Sirchia, Gianfranco Chessa, Roberto Saviolo e Cinzia Joris. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, peculato e corruzione.

Le condanne, richieste dal pm vanno da 4 anni e 6 mesi a 2 anni di reclusione. Precisamente: 4 anni e 6 mesi per Roberto Rosso; 4 anni per Alessandro Giolito e Nicola Sirchia; 3 anni e 6 mesi per Gian Franco Chessa e Roberto Saviolo; 3 anni per Giovanni Ravasenga; 2 anni e 1 mese per Tino Candeli; e 2 anni per Cinzia Joris. I fatti contestati vanno dal gennaio 2005 al dicembre 2009.

Secondo l’accusa gli imputati “costituivano, promuovevano e organizzavano un’associazione allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, in particolare il reato di peculato”. Da qui, come si legge nel capo di imputazione, l’accusa di associazione a delinquere contro Rosso, presidente dal 2005 al 2007 di “Terre d’Acqua”. Sono imputati dello stesso reato Nicola Sirchia, amministratore delegato della società dal settembre 2006 al 1° febbraio 2008; Alessandro Giolito, assessore al Bilancio del Comune di Trino e membro del CdA; Tino Candeli, consigliere dal 1° febbraio 2008 e presidente dal 20 marzo all’8 giugno dello stesso anno; Giovanni Ravasenga, sindaco di Trino e Gianfranco Chessa, direttore generale della Provincia. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero “gestito e utilizzato attraverso la società consortile a responsabilità limitata Terre d’Acqua – costituita dalla Provincia di Vercelli e dal Comune di Trino il 3 gennaio 2005 e nel 2006 trasformata in società a responsabilità limitata in house – il denaro proveniente dalle pubbliche amministrazioni e che veniva in parte distratto per favorire, tra l’altro e non solo, le iniziative politiche dell’onorevole Rosso”. Fra quindici giorni la sentenza.

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