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Variante al Piano Regolatore, “saltano” una circonvallazione e un pezzo dell’altra

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consiglio comunale saluggia
Nella foto: Una seduta del Consiglio comunale saluggese.

Saluggia. (r.s.) Le modifiche votate dal Consiglio comunale a seguito delle osservazioni presentate da cittadini, associazioni e aziende. Cancellate la tangenziale di Sant’Antonino e l’ultimo tratto di quella prevista attorno all’abitato del capoluogo.

Nella seduta mattutina di sabato 22 luglio il Consiglio comunale ha approvato il documento di controdeduzioni alle osservazioni presentate dai cittadini alla Variante al Piano Regolatore. Numerose, rispetto alla versione adottata a febbraio, le modifiche introdotte in questo passaggio. Innanzitutto “la previsione della circonvallazione dell’abitato di Sant’Antonino viene stralciata dagli elaborati di Variante”. E’ quanto chiedevano la Coldiretti (secondo cui “la costruzione di una nuova circonvallazione che divide proprietà creerà reliquati, stravolgerà i piani colturali e la logistica aziendale, e porta immancabilmente un inconveniente sotto l’aspetto economico”), alcuni proprietari di terreni interessati dal tracciato e, soprattutto, 323 cittadini della frazione: a fronte di quel pacco di firme – la prima: Marco Bosio – la circonvallazione è scomparsa dalle tavole.

Sparisce anche, ritenendo di “dover privilegiare le valenze ambientali e paesaggistiche della piana fluviale e del Sic Isolotto del Ritano”, l’ultimo tratto della tangenziale attorno al capoluogo, quello che scendendo da via Ponte Rocca e costeggiando il canale del Rotto avrebbe dovuto collegarsi con la provinciale per Torrazza.

Non accolte, invece, altre proposte di collegamento con la Sorin. Una era di Emanuele Pedrazzini, che suggeriva “l’ampliamento della strada vicinale della Ghiara dal sottopasso della ferrovia fino all’area industriale”: secondo l’Amministrazione e il progettista “tale soluzione non è condivisibile in quanto trasferirebbe un flusso di veicoli in un’area che il Piano intende salvaguardare nella sua attuale configurazione agricola e paesaggistica. Inoltre il sottopasso della ferrovia non è idoneo a supportare un significativo flusso di traffico”. L’altra era di Paola Olivero: una “soluzione di tangenziale che dal ponte sulla Dora Baltea porti alla Sorin attraversando la piana fluviale”; anche questa respinta, “in quanto prevedere la realizzazione della tangenziale nella piana fluviale determina un impatto ambientale, paesaggistico ed idraulico non sostenibile”.

Sempre Paola Olivero suggeriva di inserire nel Piano “l’allargamento dei due ponti sulla ferrovia Torino- Milano”. Risposta: “l’intervento proposto non è ritenuto strategico perché per risolvere il problema dello scorrimento del traffico è necessario prevedere interventi infrastrutturali che convoglino il traffico veicolare all’esterno o ai margini del centro abitato, e non che favoriscano il suo scorrimento all’interno dell’abitato”.

L’osservazione di Rita Maria Pola che proponeva di “modificare il raccordo in via Gametto della nuova viabilità che unisce via Gametto con via Fiandesio spostandolo più a sud su particelle di proprietà” è stata invece accolta “in quanto migliorativa del tracciato della nuova viabilità”.

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