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Un saggio del saluggese Ceretto Castigliano sulla storia dell’acquedotto del Monferrato

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Un saggio del saluggese Ceretto Castigliano sulla storia dell’acquedotto del Monferrato

SALUGGIA. Il saluggese Lino Ceretto Castigliano ha scritto un libro, appena presentato, intitolato Chiare, fresche e dolci acque… Storia di un acquedotto che ha origine a Saluggia. Il nome prescelto riporta un’evidente citazione da una delle più celebri poesie di Francesco Petrarca e parla dell’acquedotto che parte da Saluggia per abbeverare il Monferrato.

Nella prefazione l’autore spiega le ragioni che lo hanno guidato: «ci eravamo chiesti se, nel nostro paese, ci si rendesse conto dell’importanza di quella realizzazione che traeva la sua origine nel nostro territorio».

acquedotto del monferrato castigliano

Il primo capitolo, “L’ambiente”, contiene una serie d’informazioni, sia storiche ed antropologiche, sia ambientali e geologiche, sul Monferrato, con particolare attenzione per l’acqua, il suo fabbisogno e la sua relativa scarsità dovuta alla tipologia del suolo.

A questa situazione si tentava d’ovviare con l’uso di cisterne che raccoglievano quella piovana, ma le popolazioni sentivano comunque la necessità d’acqua più fresca ed abbondante, sia per le loro coltivazioni, sia per l’uso domestico, tanto più che le vasche suddette erano talora causa d’infezioni.

“Idee e progetti per calmare la sete” ricostruisce in breve la storia di come si giunse alla costruzione dell’acquedotto. Un progetto fu predisposto dagli ingegneri Carlo Francesetti e Mario Vanni con la consulenza di Federico Sacco dell’Università di Torino. Dopo l’interessamento della classe politica e su suggerimento del generale Ugo Cavallero, Benito Mussolini, all’epoca capo del governo, si dichiarò pubblicamente favorevole al piano nel 1928. Il progetto definitivo fu approvato nel 1930 ed affidato alla Società Anonima Italiana Acquedotti del Monferrato.

“Il campo acquifero di Cascina Giarrea” apre invece una digressione nella narrazione storica descrivendo le caratteristiche delle sorgenti saluggesi dell’acquedotto in questione, poste in quella che è una delle zone più ricche d’acqua di tutto il Piemonte.

Il capitolo quarto, “La realizzazione dell’opera”, conclude il libro riferendo di come l’acquedotto fu costruito in soli tre anni, dal 1930 al 1932, riuscendo a venire terminato in perfetta concomitanza con i tempi stabiliti e con costi praticamente uguali al previsto. La sua inaugurazione avvenne a Verrua Savoia alla presenza di Mussolini e d’altre autorità. In fondo al testo si trovano ancora un’appendice iconografica, con un repertorio di fotografie, la bibliografia e l’indice.

Marco Vigna

Lino Ceretto Castigliano, Chiare, fresche e dolci acque… Storia di un acquedotto che ha origine a Saluggia, Saluggia, 2014.

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