TRONZANO. (r.t.) L’Amministrazione Chemello non intende versare l’aumento deciso dal consorzio. «Si verifichino le responsabilità tecniche e politiche del deficit delle strutture per anziani».
Il Comune di Tronzano ha deciso di non pagare l’ultimo aumento deliberato dal Cisas, il consorzio che gestisce i servizi socioassistenziali di 24 comuni del Vercellese. Di conseguenza, Tronzano esce dal Consorzio. Una presa di posizione forte quella del sindaco tronzanese Andrea Chemello, il cui motivo va ricercato nella decisione del Consorzio di aumentare per ogni Comune facente parte dell’ente la tariffa annuale di 5,30 euro ad abitante.
«Vista la minore entrata di 150 mila euro dovuta alla presenza di pochi ospiti nelle case di riposo di Santhià e Cigliano, e visto il pagamento del canone di locazione di 72 mila euro per la struttura per anziani Cigliano 2, si pensa che il Comune di Tronzano – affermano sindaco e Giunta in una delibera presentata al Consiglio comunale -, come tutti gli altri, non debba farsi carico delle sofferenze dovute alla mala gestione delle strutture assistenziali, ma occorra verificare eventuali responsabilità tecniche e politiche, chiedendo che i costi derivanti dalla gestione delle strutture residenziali gravino unicamente sui comuni proprietari degli immobili».
«Ogni Comune può scegliere la strada che ritiene più giusta e conveniente» replica Vittorio Petrino, presidente del consorzio e sindaco di Alice Castello, «però il comportamento dell’Amministrazione di Tronzano mi sembra strano. Già anni addietro si era a conoscenza della criticità di alcune case di riposo e proprio per questo la gestione di queste strutture, a partire da gennaio, passerà direttamente in mano ai Comuni. Uscire ora dal consorzio mi sembra azzardato, le nostre tariffe ammontano ad un totale di 26 euro ad abitante, mentre i costi degli altri consorzi si assestano a 30 euro ad abitante».
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