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TORINO: Pedrale in Procura per giustificare tutti quei rimborsi

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TORINO: Pedrale in Procura per giustificare tutti quei rimborsi

luca pedraleTorino. (r.g.) Cinque ore per giustificare, scontrino per scontrino, quasi 60 mila euro di rimborsi. Un lungo interrogatorio, quello del crescentinese Luca Pedrale, capogruppo del Pdl ora passato a Fi, che venerdì 20 dicembre ha chiuso la settimana di audizioni dei consiglieri della Regione accusati di peculato nell’inchiesta sulle loro “spese pazze”. Pedrale, assistito dagli avvocati Luigi Chiappero e Carlo Federico Grosso, non era sinora mai comparso davanti ai pm. E così il 20 dicembre, da mezzogiorno alle cinque, ha voluto fornire le sue spiegazioni davanti al sostituto procuratore Enrica Gabetta. «Sono molto soddisfatto – ha commentato all’uscita -, questa è stata un’occasione positiva per chiarire finalmente molti rimborsi: avevo aspettato a farmi interrogare per poter dare spiegazioni più esaustive carte alla mano, conoscendo cioè nel dettaglio le contestazioni della procura. Ho ricostruito molto, non potevo ricordarmi di tutti gli scontrini, ma non avevo spese eccentriche personali. Ho anche presentato una memoria, non resta che aspettare nei prossimi giorni le verifiche della Procura». A Pedrale, in particolare, l’accusa contesta 19.777 euro di consumazioni in bar, ristoranti e generi alimentari comprati al supermercato, 2790 euro di acquisti di abbigliamento, 2314 per fiori, lampade, gioielli, profumi e champagne, 1624 euro per la manutenzione della propria automobile, oltre ai rimborsi per spese legali e per alberghi. Pedrale, al termine del suo interrogatorio, ha anche commentato le dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo che venerdì aveva detto che «la politica deve chiedere scusa» e non aveva escluso la possibilità di dimettersi in caso di rinvio a giudizio. «Cattaneo mi ha chiamato la sera stessa, le sue sono dichiarazioni rese a titolo personale, che, a quanto mi ha riferito sono anche in parte state fraintese. In ogni caso questa è la sua opinione, la mia è che questa inchiesta arriva proprio quando è stato per la prima volta fatto tanto per tagliare le spese: quelle dei gruppi sono passate da due milioni di euro a 500 mila euro, gli stipendi da 10 mila euro sono stati ridotti a 7 mila per i capogruppo e 6500 per i consiglieri, non ci sono più vitalizi e liquidazioni ».

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