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Teatro: “Intrigo e amore” di Schiller martedì sera al Civico

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Teatro: “Intrigo e amore” di Schiller martedì sera al Civico

Onore e disonore, povertà e ricchezza, libertà e tirannia. Il potente von Walter vuole che il figlio sposi la favorita del Principe, ma il giovane non si rassegna a rinunciare alla felicità con la figlia di un violoncellista

VERCELLI. La stagione di prosa del Teatro Civico prosegue la sera di martedì 23 gennaio con Intrigo e amore di Friedrich Schiller, nell’allestimento del Teatro Stabile di Genova.
Intrigo e amore. Una tragedia borghese (titolo originale: Kabale und Liebe. Ein bürgerliches Trauerspiel) è un’opera drammatica che Schiller scrisse nel 1783, quando aveva 25 anni; rappresenta uno dei più chiari esempi dello Sturm und Drang, e risente dell’influsso della rivoluzione del teatro operata da Gotthold Ephraim Lessing.

La trama: la borghese Luise Miller si invaghisce del figlio di un nobile presidente, Ferdinand. Il padre del giovane, inorridito all’idea che suo figlio possa sposare una piccola borghese ordina al suo segretario Wurm (che in italiano vuol dire verme) di fare in modo che i due si lascino. Wurm attraverso intrighi coinvolge una nobile invaghita di Ferdinand. Luise viene ricattata e preferisce morire avvelenata piuttosto che vivere nella costrizione di rinunciare ad un amore autentico e libero da condizionamenti sociali.

La regia di Marco Sciaccaluga fa sì che, a distanza di due secoli, Intrigo e amore sia applaudito e apprezzato per l’attualità dello scontro generazionale tra padre e figlio ma anche per la sete di potere di cui pure i giovani diventano vittime. In questa nuova traduzione del testo schilleriano, si fonde compiutamente la tragedia politica a quella amorosa e malgrado gli sviluppi procedano abbastanza rovinosamente, alcuni personaggi e situazioni esilaranti irrompono nel tono dell’azione creando un contrasto rivoluzionario che è punto di forza. Raccontando l’amore ostacolato tra il nobile Ferdinand e la borghese Luise, Schiller, autore venticinquenne nel pieno dello Sturm and Drang, prende di petto i problemi sociali della sua età e li mette a confronto con la spontanea purezza del sentimento amoroso nel quale, pochi anni prima della Rivoluzione Francese, si possono già intravvedere i segni d’inizio del mondo moderno. Il potente von Walter vuole che il figlio sposi la favorita del principe, ma il giovane non si rassegna a rinunciare alla felicità con la figlia di un violoncellista dell’orchestra di Corte. Tra crinoline, francesismi e nefandezze, un disperato anelito giovanile di libertà e amore chiama in causa passioni smisurate e le affronta con grande decisione.

«La mia Luise Millerin (primo titolo della commedia) – scrisse Schiller – possiede proprietà che poco si addicono al teatro così come è concepito oggi. Per esempio, la miscela gotica per cui il comico avvicenda il tragico, il capriccio l’orrore. E, malgrado gli sviluppi procedano abbastanza tragicamente, ci sono personaggi e situazioni esilaranti che spezzettano lo svolgimento dell’azione».

«Qualche anno fa – racconta il regista Marco Sciaccaluga – ho visitato la casa di Schiller a Weimar; un bell’appartamento, dove potrebbe tranquillamente vivere una famiglia borghese di oggi: lo studio con tante stampe dei suoi viaggi in Italia, il salotto con una grande stufa di maiolica “alla russa”, le camere da letto. In quella dei suoi figli, i lettini e, incorniciati, disegni infantili. Un disegno in particolare mi ha commosso: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller: «La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin!». Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e Amore oggi continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar».

Con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini, Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi, Nicolò Giacalone
regia Marco Sciaccaluga; versione italiana Danilo Macrì; produzione Teatro Stabile di Genova. Inizio ore 21.
I biglietti si acquistano al botteghino del teatro oggi (sabato) dalle 10.30 alle 12.30 o la sera dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio.

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