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Santhià: La Sviluppo Santhià srl in liquidazione volontaria, «Atto dovuto, non è l’anticamera del fallimento»

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Santhià: La Sviluppo Santhià srl in liquidazione volontaria, «Atto dovuto, non è l’anticamera del fallimento»
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SANTHIÀ. (r.s.) Il sindaco Cappuccio e l’assessore Manuella sulla partecipata del Comune fondata nel 2006.

La decisione assunta dal Consiglio comunale nel settembre scorso, e cioè il parere favorevole affinché la società partecipata Sviluppo Santhià srl (fondata nel 2006 dall’Amministrazione Canova) venisse messa in liquidazione volontaria, avrà presto i primi effetti pratici: verranno dati poteri ad un nuovo amministratore che prenderà il posto dell’ingegner Antonio Bona e che avrà il compito di liquidare l’attivo e pagare i debiti. «Ma sia chiaro – precisano il sindaco Angelo Cappuccio e l’assessore al bilancio Agatino Manuella – che la liquidazione volontaria non è una dichiarazione di fallimento: anzi, in questo momento è obbligatoria e necessaria per salvaguardarne l’esistenza».

La Sviluppo Santhià srl fu fondata per gestire la vendita dei lotti del Piano di Insediamenti Produttivi (zona Moleto). Alcuni sono stati venduti, ma per gli altri la situazione globale economica, non certo rosea, non ha favorito i potenziali investitori. Nonostante i terreni, a destinazione artigianale/industriale, si trovino in una zona strategica, adiacente all’autostrada, non risultano appetibili a causa del costo elevato in quanto già urbanizzati. Per questi motivi la fase transitoria della liquidazione potrebbe durare del tempo in quanto non sarà sicuramente un impresa facile riuscire a vendere in tempi ragionevolmente brevi. Tuttavia, la Sviluppo grava pesantemente sul bilancio comunale a causa dei debiti accertati verso la Lys, la Cariparma e la Regione Piemonte.

«La Sviluppo – sostiene il sindaco Cappuccio – è una macchina ormai guasta che non possiamo certo riparare mettendo semplicemente in vendita “sottocosto” i terreni del Pip. Anche a noi piacerebbe fare uscite sbalorditive dicendo che vendiamo i terreni a prezzo stracciato invece che al costo pieno, come fanno alcuni centri a noi vicini, ma poi i conti, alla fine, devono tornare. Soprattutto noi non vogliamo che questi debiti finiscano per gravare sulle tasche di noi santhiatesi o ci impediscano di realizzare le opere di interesse per la città. In questi mesi non siamo stati con le mani in mano: abbiamo avuto contatti con potenziali investitori, con la Nordind, nelle prossime settimane incontreremo la Regione per definire al meglio una soluzione favorevole per il Comune. Ovviamente anche la minoranza consigliare è stata sentita sulla strategia da seguire».

«Il nostro impegno di amministratori – aggiunge l’assessore al bilancio Agatino Manuella – è quello di riuscire a raddrizzare una situazione incagliata. Noi siamo e rimarremo fiduciosi di riuscire in quest’impresa. Quando una società non è più in grado di reggersi da sola per raggiungere lo scopo sociale è un dovere dei soci prenderne atto, e le misure conseguenti possono portare ad una sola soluzione: la sua messa in liquidazione. Attenzione, ripeto, questo atto non è l’anticamera del fallimento ma è anzi una necessità per informare correttamente chi pone in essere rapporti contrattuali con la Sviluppo Santhià srl».

Nella foto: L’area PIP (Piano Insediamenti Produttivi) di regione Moleto gestita dalla Sviluppo Santhià srl.

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