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Saluggia: Mi chiedevano denaro per i “ragazzi” di Sogin

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Saluggia: Mi chiedevano denaro per i “ragazzi” di Sogin

MILANO. (u.l.) «Cattozzo insisteva: “Io devo dare qualcosa ai ragazzi”. E quei “ragazzi” erano i suoi referenti dentro la Sogin». Tangenti sull’appalto per la realizzazione di Cemex e D3 nel sito Eurex: parla l’imprenditore Maltauro-

A Enrico Maltauro, il costruttore vicentino titolare della ditta che – insieme a Saipem – si è aggiudicata l’appalto per la costruzione dell’impianto Cemex e del deposito D3 nel sito nucleare Eurex di Saluggia, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Era in carcere dall’8 maggio scorso, arrestato a seguito dell’inchiesta della Procura di Milano sugli appalti di Expo 2015 e di Sogin. Dopo una serie di interrogatori «molto utili», il gip Fabio Antezza gli ha concesso i domiciliari; «siamo molto soddisfatti – hanno commentato i suoi legali – perché finalmente è stato valorizzato l’atteggiamento di collaborazione del nostro assistito con l’autorità giudiziaria».

Nell’interrogatorio del 27 maggio, in particolare, Maltauro avrebbe parlato dei suoi colloqui con il lobbista Sergio Cattozzo e con l’ex parlamentare Luigi Grillo per gli appalti di Sogin sui siti nucleari italiani. «Nel corso del primo incontro avuto con Cattozzo e Grillo, costoro mi fecero subito intendere che erano in grado di intervenire su alcuni alti funzionari in servizio presso la Sogin; in particolare mi fecero i nomi di Nucci (Giuseppe, amministratore delegato) e Alatri (Alberto, direttore dell’area finanziaria), aggiungendo di essere in grado di intervenire su costoro per agevolare quantomeno l’aggiudicazione finale della gara in favore della mia azienda».

Cattozzo, poi, gli diceva «io devo dare qualcosa ai ragazzi», e Maltauro spiega: «quando Cattozzo utilizzava l’espressione “ragazzi” si riferiva in generale ai suoi riferimenti all’interno della Sogin, quindi alle persone che ho prima indicato (Nucci e Alatri) e probabilmente anche a qualche componente della commissione aggiudicatrice». E comunque, chiunque essi fossero, per agire sui “ragazzi” e avere quell’appalto servivano 600 mila euro, in rate mensili da 50 mila.

Nella foto: L’imprenditore Enrico Maltauro.

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