FONTANETTO PO. La stagione di TeatroLieve: sabato al “Viotti” la compagnia BeltramoGenovese con un quartetto kletzmer. L’irrequietezza di un anziano ebreo che aff ronta da solo la parte irrisolta della propria esistenza.
Riprende la stagione fontanettese di Teatro- Lieve in occasione della Giornata della Memoria; sabato 25 gennaio andrà in scena Nonno Rosenstein nega tutto, realizzato dalla compagnia torinese Beltramo Genovese; interpreti Viren Beltramo e Savino Genovese, che ne è anche il regista.
La rappresentazione è tratta dall’omonimo romanzo di Marco Bosonetto che ne ha curato la sceneggiatura teatrale ed è voce e flauto del Nonno Rosenstein Kletzmer Quartet. Con lui Matteo Castella alla fisarmonica, Giulio Contardo alla chitarra e Stefano Risso al contrabbasso: il quartetto non serve solo per accompagnare dal vivo la vicenda con brani della tradizione ebraica, si può configurare come uno dei personaggi, una sorta di moderno coro greco.
Il protagonista è Simon Rosenstein, clarinettista, che continua a viaggiare per il mondo insieme al proprio gruppo musicale; in famiglia c’è chi lo asseconda e chi ne è quasi scandalizzato. Tuttavia è un muoversi esterno che sottende ad un movimento interno, quella diaspora che l’ormai anziano ebreo non ha ancora concluso, ma quell’irrequietezza gli arriva anche da un passato non ancora trascorso; non è solo, però deve affrontare da solo la parte irrisolta della sua esistenza.
Accettarla o negarla, bisogna scegliere, e allora ecco “il primo superstite di Auschwitz negazionista”, come lo descrive la nipote dopo aver scoperto che il nonno sta scrivendo la propria versione della storia, ovvero la Shoah è un’invenzione degli ebrei ed è parte del fantomatico Progetto Resurrezione. Ne è sconvolta, orripilata, però «come si fa a sbrogliare un gomitolo di dolore»? «Il primo che ha il coraggio di dire la verità» controbatte il gruppo kletzmer; in questa narrazione la realtà dei fatti si frantuma contro il muro che Rosenstein vuole costruire per arginarla. Nonostante i decenni scivolati da allora, non arriva l’oblio e quindi non resta che annullare tutto. Dall’altra la giovane, pronta a raccogliere il ricordo, a trasmettere la memoria; il confronto procede fra ironia e dolore, alla fine resta la consapevolezza.
Silvia Baratto Sabato 25 gennaio, ore 21, Teatro Viotti, Fontanetto Po.
Per prenotazioni 377.2674936, info@teatrolieve.it.
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