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CRESCENTINO: Quella centrale non è “in assetto cogenerativo” ma l’ufficio tecnico continua a far finta di niente

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CRESCENTINO: Quella centrale non è “in assetto cogenerativo” ma l’ufficio tecnico continua a far finta di niente
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CRESCENTINO.

L’impianto della CH4 in zona Rabeto non supera la soglia di Limite Termico prevista dalla normativa.
Non poteva essere autorizzata dal Comune con Pas, ma in Consiglio non c’è nessuno che solleva la questione.

Se ci sia dolo, o se sia solo incapacità, sarà probabilmente – prima o poi – qualche tribunale a stabilirlo. Il dato di fatto è che la centrale a biomasse realizzata dalla Società Agricola CH4 in zona Rabeto e attiva da circa un anno non opera in assetto cogenerativo. Meglio: non ha mai operato in assetto cogenerativo, se non sulla carta. E non è questione di lana caprina: in mancanza di questo fondamentale requisito, infatti, non avrebbe mai potuto essere autorizzata dal Comune con procedura semplificata. Ma in Municipio tutti – tecnici, funzionari e politici – continuano a far finta di non accorgersene.

crescentino impianto CH4 zona RabetoIl progetto Partiamo dal progetto, cioè dalla relazione tecnica redatta da Andrea Chiabrando per la Società CH4 e depositata in Municipio, allegata all’istanza, il 7 luglio 2011. Il capitolo 5.3 è proprio dedicato alla “Valutazione dell’assetto cogenerativo”, e Chiabrando – citando la delibera 42/2002 dell’Autorità èer l’Energia Elettrica e il Gas – spiega che per essere definita “in assetto cogenerativo” la centrale deve soddisfare «entrambe le condizioni concernenti il risparmio di energia primaria e il limite termico». Deve soddisfarle entrambe: non ne basta una. Concentriamoci sulla seconda di queste: il Limite Termico, che deve essere non inferiore a 0,15. Chiabrando inserisce nella forula di calcolo una serie di dati e afferma (tabella a pag. 43) che l’impianto raggiunge un valore di Limite Termico di 0,307: quindi superiore a 0,15, e la condizione è soddisfatta. Come arriva a quel valore? Sommando l’utilizzo di acqua calda per tre funzioni: 1. il riscaldamento della scuola media, comprese palestra e teatro; 2. il riscaldamento (e raffrescamento estivo) del supermercato Famila [che sarà poi il “Mercatò”]; 3. l’autoimpiego per il riscaldamento dei digestori.

La verifica del Comune La legge prevede che il Comune, ricevuta l’istanza, verifichi immediatamente se il progetto abbia – fra gli altri – i requisiti di “assetto cogenerativo” per poter essere esaminato ed eventualmente autorizzato con Pas (Procedura abilitativa semplificata). Se non li ha, il progetto deve essere presentato – ed esaminato con procedura ordinaria – dalla Provincia. E infatti già in occasione della prima Conferenza di servizi, il 25 luglio 2011, la Provincia avvisava: «si sottolinea la necessità che il Comune accerti che le condizioni di cui sopra [Energia Primaria e Limite Termico] siano concrete», perché «solo alle condizioni sopra esposte il progetto può essere autorizzato con Pas». Le condizioni, al momento della presentazione del progetto, non c’erano: perché non era stato stipulato alcun accordo di fornitura del calore né con il Comune (proprietario di scuola e auditorium) né con la società proprietaria del supermercato. Ma i funzionari del Comune fanno finta di niente e, facendo grande uso di periodi ipotetici, scrivono che sì, «in linea di principio l’impianto possa rientrare nell’applicabilità del decreto, a condizione che rispetti la definizione di assetto cogenerativo»: condizione il cui rispetto avrebbero dovuto verificarlo loro, in quel momento. E aggiungono che «se l’impianto rispetterà i requisiti fissati dalla delibera dell’AEEG [fra i quali il limite Termico superiore a 0,15] può considerarsi operante in assetto cogenerativo». E chi doveva verificare se l’impianto rispettava i requisiti? Proprio loro, i funzionari del Comune, Sandro Gallina e Fabio Mascara, in quel momento. Non l’hanno fatto, perché altrimenti avrebbero dovuto constatarne l’assenza e riconsegnare il progetto alla Società CH4 dicendo: «qui non possiamo autorizzarlo, portatelo in Provincia».

Il ricorso al Tar Di fronte a questo scandalo, nel novembre del 2011 le associazioni ambientaliste Pro Natura e Legambiente e alcuni cittadini impugnano l’autorizzazione comunale e presentano un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, contestando – fra le altre cose – il mancato assetto cogenerativo dell’impianto. Secondo i ricorrenti, i previsti punti 2. (riscaldamento del supermercato) e 3. (autoconsumo) del progetto non devono essere conteggiati nel calcolo del Limite Termico. Il Tar chiede lumi all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, e stabilisce due punti fermi. Il primo: “tutto il procedimento e la determinazione impugnata si sono basati sul chiaro assunto dell’applicazione dei parametri della deliberazione AEEG n. 42/2002”, e quindi “è pacifico tra le parti che può definirsi operante in assetto cogenerativo un impianto che produca, in modo integrato, energia e calore e contestualmente presenti un Limite Termico non inferiore a 0,15”; il parametro di cui tener conto è quindi il Limite Termico, non il PES o altri. Il secondo: l’AEEG ha chiarito che “l’energia impiegata per l’autoconsumo non può in alcun modo essere computata nell’energia termica utile al fine di verificare il rispetto del Limite Termico”. Salta, quindi, uno dei tre addendi (il terzo) utilizzato nella formula dalla Società CH4 per calcolare il valore di Limite Termico dell’impianto.

La farsa del supermercato Restano gli altri due addendi: il riscaldamento delle scuole e quello del supermercato. Per il primo, l’accordo fra Comune e Società CH4 era stato firmato, e quindi nella formula di calcolo si può inserire. Per il secondo no, e allora ecco che gli avvocati della CH4 si precipitano al Tar a consegnare una ridicola “Lettera d’intenti non legalmente vincolante (le parole “non vincolante” sono sottolineate!) per collegamento d’impianto termico a futura rete di teleriscaldamento privata” firmato dalla società che gestisce il supermercato. Lettera che non esisteva né quando il progetto è stato presentato (7 luglio) né quando è stato autorizzato (10 ottobre), e che con tutta evidenza è un impegno scritto sull’acqua: il Mercatò, infatti, non usufruirà della rete di teleriscaldamento. Lettera di intenti tardiva e farlocca ma sufficiente per turlupinare il Tar, che nella sentenza scrive che «l’indicazione progettuale di fornitura al supermercato è suffragata da sufficiente documentazione», e che «il computo del calore utilizzato presso il supermercato, così come prudenzialmente stimato dai proponenti, risulta sufficiente ad attribuire all’impianto un assetto cogenerativo». Ma il calore al supermercato non arriverà mai.

Turlupinato anche il Consiglio Siccome le bugie hanno le gambe corte, che la fornitura di calore al supermercato – condizione necessaria e sufficiente (secondo il Tar) per dichiarare la centrale “in assetto cogenerativo” – fosse uno specchietto per le allodole, è risultato chiaro dopo poco tempo. Prima l’ha ammesso in Consiglio comunale l’assessore Giovanni Taverna, senza trarne le conclusioni («ci hanno fregato» o «vi abbiamo fregati», scelga lui). Poi, a fronte di un’interrogazione del consigliere Gian Maria Mosca, l’ha dovuto mettere nero su bianco anche il tecnico comunale Fabrizio Di Ruscio, che nella relazione consegnata il 30 ottobre scorso scrive: «allo stato attuale dei luoghi, l’utenza effettivamente servita dall’energia termica prodotta dalla centrale di proprietà dela Società CH4 risulta essere il solo complesso scolastico ». E quindi, siccome – lo dice il Tar – “è pacifico che può definirsi operante in assetto cogenerativo un impianto che produca, in modo integrato, energia e calore e contestualmente presenti un Limite Termico non inferiore a 0,15”, è altrettanto pacifico che la centrale della CH4 non sta operando, né ha mai operato, in assetto cogenerativo.

Tutte scimmiette Di fronte a questa evidenza, il Comune di Crescentino sembra essere popolato dalle celebri scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”. E’ ormai acclarato che, nonostante tutte le furberie messe in campo, quell’impianto non raggiunge la soglia di Limite Termico che avrebbe permesso l’autorizzazione mediante Pas, e quindi non opera in assetto cogenerativo: ma nelle sale del Municipio tutti – tecnici, funzionari e politici – fanno finta di non accorgersene. C’è da sperare che sia solo incompetenza, incapacità di leggere una formula, di capire quanto il procedimento autorizzativo di questo impianto sia stato illegittimo fin dall’inizio e come gli eventi successivi abbiano solo confermato quanto si supponeva. Perché se sono in grado di capire cos’è successo e continuano a far finta di niente, là dentro tutti – tecnici, funzionari e politici – ne diventano corresponsabili.

Umberto Lorini

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