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Piscine, tutta la minoranza (16 consiglieri) chiede che ne discuta il Consiglio comunale

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Piscine, tutta la minoranza (16 consiglieri) chiede che ne discuta il Consiglio comunale

«Il “piano B” approvato dalla Giunta è assurdo, oneroso e inutile: serve solo a tagliare un nastro prima delle elezioni. Si revochi in autotutela il percorso di rifunzionalizzazione delle vasche esterne del Centro Nuoto».

VERCELLI. Dopo aver indotto la Giunta a riformulare il bando per l’assegnazione dei lavori per la vasca esterna del Centro Nuoto, separando la gara per la costruzione da quella per la gestione del nuovo impianto coperto, la minoranza consiliare al completo (SiAmo Vercelli, Forza Italia, Vercelli Amica, Movimento 5 Stelle e Lega Nord) chiede una discussione complessiva sul tema piscine. Sedici consiglieri hanno sottoscritto e depositato nei giorni scorsi in Municipio la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale in cui venga discussa una mozione per la “revoca in autotutela del percorso di rifunzionalizzazione delle vasche esterne del Centro Nuoto”.
Secondo il regolamento del Consiglio sarebbero bastate sette firme (un quinto dei consiglieri) per chiedere la convocazione, ma l’opposizione – per dare maggior forza politica alla richiesta – ha deciso di sottoscriverla in massa. L’assemblea cittadina dovrà quindi riunirsi a marzo, entro venti giorni dalla protocollazione della richiesta.
L’iniziativa è stata illustrata in conferenza stampa dai rappresentanti di tutti i gruppi o partiti di minoranza: per la Lega Nord c’era il consigliere comunale Alessandro Stecco, da cui è partita l’iniziativa è che è il primo firmatario della mozione; i SiAmo Vercelli erano rappresentati dai consiglieri Pier Giuseppe Raviglione e Luca Simonetti, per Vercelli Amica c’erano Enrico Demaria e Stefano Pasquino, per il Movimento 5 Stelle Michelangelo Catricalà; Forza Italia era rappresentata dal coordinatore cittadino Antonio Prencipe. Tutti concordi sul fatto che quello voluto dal sindaco Maura Forte e dalla sua Giunta è «un progetto assurdo, oneroso (la base d’asta per la costruzione è di 1,8 milioni, a carico del Comune) e inutile, visto che, quando partirà la seconda fase (legata ad un project financing, con l’intervento di privati) questa prima piscina “ricoperta” – ma priva della vasca per i bambini e per i disabili – sarà del tutto inutile. Un doppione assurdo, quando sarebbe stato assai più sensato attivare il cosiddetto “piano A” proposto da Coni Servizi, che prevedeva la ristrutturazione di tutto il complesso, interno ed esterno».
Sul perché la Giunta abbia scelto invece il “piano B”, la minoranza non ha dubbi: «per meri fini elettorali si vuole a tutti i costi tagliare il nastro di una piscina, anziché fare un lavoro davvero utile per la città e apprezzato dai vercellesi. Non esistono altre spiegazioni fondate».
«In futuro – ha affermato Stecco – non vorremmo vedere un intervento della Corte dei conti, o peggio ancora della Procura, per spreco di denaro pubblico. Questa doppia soluzione porterà una serie di problemi, perché ci troveremo ad avere doppi costi di gestione e di riscaldamento, e due progetti slegati tra loro». «Nessuno della maggioranza – ha aggiunto Pasquino – si chiede quali sono le alternative al piano proposto del Coni, che noi non abbiamo mai visto?».
I sedici consiglieri di minoranza chiedono quindi che
– il Consiglio comunale dia formale indirizzo al sindaco e alla Giunta di revocare, in autotutela, il percorso amministrativo denominato “piano B – prima fase” nella modalità intrapresa, inerente la rifunzionalizzazione delle vasche esterne del Centro Nuoto;
– si proceda con la quantificazione dei costi del “piano A” del Coni per la piscina Centro Nuoto;
– si proceda con la quantificazione dei costi per la riqualificazione della piscina di via Prati;
– si proceda alla massima condivisione di tutte le fasi dei successivi passi amministrativi in merito alle piscine di Vercelli, valutando tutti i progetti di fattibilità tecnici e finanziari proposti, corredati da una puntuale analisi comparativa in grado di valutare i reali costi di mercato che possano garantire alti livelli di efficacia, sostenibilità e di efficienza;
– solo dopo aver individuato la soluzione ottimale si proceda con una nuovo atto di indirizzo della Giunta e determinazione dirigenziale per la gara di appalto.

[nella foto: la piscina esterna del Centro Nuoto]

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