SALUGGIA: «Eh, quando c’era Lui...»Articolo precedente
Tiramani: bar, profumi, giocattoli e ricariche telefoniche alla moglieArticolo successivo

versione on line de la Gazzetta, giornale di Vercelli e provincia

SALUGGIA: Pasteris denuncia il geom. Ceresa per abuso d’ufficio e peculato. Ma è un boomerang: il giudice rinvia a giudizio lui per calunnia

Interlinea+- ADimensione del carattere+- Stampa questo articolo
Articoli correlati

Saluggia. (r.g.) L’ex sindaco accusava il tecnico per l’uso di un’auto comunale e per pratiche edilizie redatte dal cugino Antonino.

Marco PasterisIl 2014 non sarà soltanto l’anno del processo “Edilizia connection” sui pochi capi d’imputazione rimasti a carico dell’ex sindaco Marco Pasteris e dell’ex responsabile del servizio urbanistico comunale Antonello Ravetto; e non sarà nemmeno soltanto l’anno della decisione della Corte di Cassazione sulle altre ipotesi di reato – contestate a Pasteris e ad altri – bocciate dal Giudice dell’udienza preliminare ma per le quali la Procura ha presentato ricorso. Nel 2014 – e, precisamente, il 20 maggio – si terrà anche la prima udienza dibattimentale del processo che vede Pasteris imputato del reato di calunnia nei confronti dell’ex tecnico comunale Roberto Ceresa.

La denuncia alla Finanza
Stavolta il procedimento parte da una denuncia di Pasteris. Il 9 ottobre 2012, all’udienza preliminare di “Edilizia connection”, il giudice accetta la costituzione di parte civile del geometra Roberto Ceresa, che era stato responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Saluggia fino all’insediamento del sindaco Pasteris, che dopo pochi mesi l’aveva sostituito con l’architetto Antonello Ravetto. Tre giorni dopo l’udienza, il 12 ottobre, Pasteris si presenta agli uffici della Guardia di Finanza a Vercelli e denuncia Ceresa per «fatti e situazioni che possono configurare i reati di abuso d’ufficio e peculato». L’abuso d’ufficio consisterebbe nel fatto che Ceresa «dal 2000 al 2007» ha rilasciato autorizzazioni edilizie su progetti firmati dall’architetto Gian Michele Antonino, «cugino del medesimo e libero professionista con studio in Saluggia». Il peculato, sempre secondo Pasteris, sarebbe causato dall’«utilizzazione da parte del Ceresa di una autovettura del Comune di Chivasso che egli adopera per recarsi al lavoro e per far ritorno in Saluggia».

Il Pubblico Ministero: archiviare
La denuncia arriva in Procura, vengono svolte le indagini e il 6 novembre il Pubblico Ministero Ezio Basso sottopone al Giudice per le indagini preliminari una richiesta di archiviazione. Quanto all’auto, scrive il Pm, Ceresa «era autorizzato all’utilizzo dell’autovettura di servizio, come comunicato dall’Ente», e quindi non c’è alcun peculato; oltretutto, le fotografie (scattate dal padre Emilio Pasteris, e che l’ex sindaco allega alla denuncia) dell’auto del Comune di Chivasso parcheggiata sotto l’abitazione di Pasteris risalgono al maggio 2011: perché – si chiede Basso – Pasteris le tira fuori solo ora? Quanto ai possibili abusi d’ufficio sulle pratiche edilizie, il magistrato inquirente fa notare che «la denuncia è da ritenersi strumentale, poiché pare inverosimile che sia stata sporta solo tre giorni dopo l’udienza preliminare, per fatti infondati ed oltretutto risalenti al 2007, quando il Pasteris Marco, già sindaco di Saluggia, avrebbe potuto far chiarezza sull’incompatibilità del Ceresa sin da tale data, in quanto pare oltremodo inverosimile che in un Comune di tali dimensioni i cittadini autoctoni, soprattutto se rivestiti di incarichi pubblici di primo piano come nel caso del Pasteris, non siano a conoscenza dei rapporti di parentela della cittadinanza». Insomma: Pasteris, non sei intervenuto quand’eri sindaco, e chiedi alla magistratura di intervenire adesso, dopo annti, soltanto dopo che Ceresa si è costituito parte civile? In ogni caso, essendo trascorso tutto questo tempo «eventuali reati sarebbero comunque prescritti ». Conclude il Pm Basso: «si evince a carico del Pasteris una evidente volontà di screditare il Ceresa Roberto, con una condotta che va ad integrare gli estremi a suo carico del reato di cui all’articolo 368 del codice penale»: che è la calunnia.

Pasteris: no, non archiviate
A fine novembre Pasteris, attraverso il suo avvocato Piero Alberto di Cigliano, presenta una formale “opposizione alla richiesta di archiviazione”. Innanzitutto l’ex sindaco sottolinea che «il Pm procedente, dott. Basso, è lo stesso Pm che richiese il rinvio a giudizio del Pasteris e delle altre diciannove persone» al termine dell’inchiesta “Edilizia connection”. E poi eccepisce su come sono state condotte le indagini: per l’auto comunale non basta accertare se Ceresa fosse autorizzato ad utilizzarla, ma «occorre accertare se Ceresa, nei giorni in cui usò l’auto, era effettivamente reperibile e, prima ancora, se egli era inserito nei turni di reperibilità »: in mancanza di questo dato «la conclusione tratta dal Pm circa l’insussistenza del fatto risulta del tutto infondata, superficiale e frettolosa». Per le autorizzazioni edilizie, Pasteris cita una pratica evasa da Ceresa «a favore di suo zio Antonino Giuseppe per la ristrutturazione di un fabbricato», e l’astensione del Ceresa stesso su pratiche «di Ceresa Fernando e Vallino Maria» e su quella «presentata da suo fratello Ceresa Paolo tramite l’arch. Antonino»: il geometra, argomenta Pasteris, aveva «ben chiara e presente la sussistenza dell’obbligo di astensione», e ciononostante si occupava delle pratiche firmate dal cugino Antonino. Pasteris, quindi, chiede il rigetto della richiesta di archiviazione e il proseguimento delle indagini, con «l’acquisizione presso il Comune di Chivasso dei “fogli macchina” relativi ai giorni in cui il Ceresa ha avuto la disponibilità dell’auto del Comune» e l’escussione «del sig. Pasteris Emilio residente in Saluggia circa il fatto che il Ceresa anche nell’anno 2012 ha usato l’auto del Comune di Chivasso mantenendola parcheggiata davanti alla propria abitazione in Saluggia anche nelle ore notturne e nei giorni festivi».

Nessun reato, il gip archivia
Siamo ormai nel 2013. Il 14 febbraio Ceresa, attraverso il suo avvocato Marco Servente, presenta una memoria difensiva, allegando copia dei libretti di marcia dell’auto. Dimostra così che, nelle date in cui Pasteris asserisce di aver scattato le fotografie alla vettura del Comune di Chivasso parcheggiata in via San Giovanni Battista a Saluggia, il mezzo era stato utilizzato da un altro dipendente dell’ufficio tecnico chivassese e non era a disposizione di Ceresa. Il 19 febbraio il Giudice per le indagini preliminari archivia definitivamente il procedimento a carico di Ceresa.

Pasteris rinviato a giudizio
La denuncia (infondata) di Pasteris, però, c’era stata: e il pm Basso ad aprile invia al Giudice per l’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Pasteris per il reato di calunnia. Le parti si invertono: Pasteris diventa imputato e Ceresa persona offesa. Il Giudice fissa l’udienza preliminare e, il 26 novembre, dispone il rinvio a giudizio di Pasteris: che il prossimo 20 maggio, per aver accusato Ceresa di abuso d’ufficio e peculato, dovrà rispondere del reato di calunnia. Quella denuncia di un anno fa alla Guardia di Finanza, insomma, per Pasteris è tornata indietro come un boomerang.

L’ex sindaco: «Sono tranquillo»
Pasteris, ricevuta la notizia, si dice «sereno, certo che la verità sarà accertata e provata. Dimostrerò che non ho calunniato il Ceresa e che il fatto di cui sono accusato non sussiste». Appuntamento a maggio.

1 Commento

Lascia un tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

Scegli l’argomento o la tua città

Pubblicità

Pubblicità

Consiglio Regionale Piemonte

Gli ultimi commenti

Francesco Borasio
September 16, 2017 Francesco Borasio

Impossibile non condividere il testo......oltre agli schiamazzi,una occhiata ai numerosi rifiuti gettati a terra è [...]

vedi articolo
Stefano Di Tano
September 11, 2017 Stefano Di Tano

Sono pienamente d'accordo con la disamina del direttore, e la ritengo fra le più chiare [...]

vedi articolo
gie-uaugizz
June 11, 2017 gie-uaugizz

Scusate, ho dimenticato di sottoscrivere. Fabio Pistan [...]

vedi articolo