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Nel Comune che vive grazie ai soldi del nucleare… si sono perse le tracce della Commissione Nucleare

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Nel Comune che vive grazie ai soldi del nucleare… si sono perse le tracce della Commissione Nucleare

L’ultimo verbale pubblicato sul sito del Comune risale a marzo: poi il buio. Divergenze tra Pozzi e Godio sulle osservazioni della Regione all’istanza di disattivazione dell’impianto Eurex

SALUGGIA. Nonostante la presenza di un sito nucleare porti nelle casse comunali più di un milione di euro l’anno, la Commissione Ambiente-Nucleare continua ad essere snobbata da chi gestisce il sito istituzionale del Comune. Già i precedenti presidenti, Franco Pozzi e Fabio Pistan, si erano più volte lamentati con il capogruppo di “Insieme per la nostra gente” Giuseppe Vallino per il fatto che i verbali delle riunioni, puntualmente redatti e approvati, fossero pubblicati sul sito con settimane di ritardo. Dopo la sostituzione del presidente (che ora è Piero Perolio: Pistan è entrato in Consiglio comunale al posto di Paola Olivero, in Commissione è stato sostituito da Nazzarena Biffi) non ne è più stato pubblicato nessuno: l’ultimo risale alla riunione del 14 marzo. Poi il buio.
In quell’occasione Pozzi ha informato che la Giunta Regionale il 15 febbraio ha deliberato le osservazioni all’istanza di disattivazione dell’impianto Eurex presentate da Sogin. «A mio parere sono due – ha detto pozzi – i punti di interesse. Il primo è che la Regione, pur ritenendo condivisibile l’obiettivo della fase 1 del piano di disattivazione, ha preso atto che le attività previste necessitano di ulteriori approfondimenti tecnici e che quindi non è possibile fare valutazioni né osservazioni nè proporre prescrizioni fino a che non siano disponibili gli approfondimenti necessari. Il secondo è che nella parte descrittiva della delibera sono riportati due importanti punti che la Commissione Ambiente aveva fatto pervenire, tramite il Comune, alla Regione: non vi è alcuna necessità di chiedere nuove volumetrie di stoccaggio, e non sono ancora esaustivi i chiarimenti in merito alle motivazioni che hanno portato a ritenere insufficiente la capacità di stoccaggio del deposito D2. Per la prima volta da anni, quindi, la Regione ha preso una posizione “politica”sulle attività di Sogin, anche se in modo ancor troppo prudente, e il grosso lavoro fatto dalla nostra Commissione ha dato qualche frutto».
Diverso il parere di Gian Piero Godio, rappresentante delle associazioni ambientaliste: «La Regione, condividendo l’obiettivo della fase 1, fa proprio anche l’obiettivo di preparare, già nella fase 1, anche i nuovi ulteriori depositi (raddoppio del D2, ripristino del 2300, e altri ancora). Non è sufficiente che “l’esigenza di realizzare nuove volumetrie temporanee di stoccaggio” sia soggetta ad una futura e generica “rivalutazione”: la Regione doveva chiederne la cancellazione dalla fase 1, come richiesto dal Comune. E non è certo una sufficiente garanzia quella che i depositi siano realizzati all’interno delle opere di difesa idraulica che circondano il sito Eurex. Anziché rinunciare a fare le proprie valutazioni (che significa lasciar fare a Sogin) la Regione avrebbe dovuto presentare valutazioni contrarie, quantomeno fino alla disponibilità di eventuali futuri maggiori dettagli. La delibera inoltre non fa nessun accenno né all’urgenza di emanare un appropriato Programma Nazionale (che doveva essere fatto per legge entro il 2014), né alla necessità che, nell’attesa di questo importantissimo passaggio istituzionale, Sogin si deve limitare a realizzare tutto quello che è già stato da tempo autorizzato ma che non ha mai neppure iniziato (ad esempio l’impianto Cemex per la solidificazione dei rifiuti liquidi ad alta radioattività)».

[nella foto: Franco Pozzi e Gian Piero Godio, membri della Commissione Nucleare del Comune di Saluggia]

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