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Morituri te salutant

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Morituri te salutant

La AD Progetti di Ischia apprende la notizia della revoca del percorso amministrativo per la realizzazione del forno crematorio a Vercelli. Ora il punto è: chi pagherà?

VERCELLI (u.l.) – L’amministratore delegato e direttore tecnico della AD Progetti di Ischia, società che da tre anni ha avviato presso il Comune di Vercelli la procedura per la realizzazione di un tempio crematorio al cimitero di Billiemme, è l’architetto Giuseppe Màttera.
Buonasera architetto, chiamo da Vercelli. Ha saputo?
Saputo cosa?
Che il Consiglio comunale ha deciso di non fare più l’impianto crematorio da voi proposto.
Non mi risulta. Anzi, poche settimane fa mi hanno chiamato per dirmi che hanno assegnato un incarico esterno, spendendo qualche migliaio di euro, per predisporre il bando. Quindi è chiara la volontà di andare avanti.
Eh certo, dopo la vostra diffida!
Mah, diffida… abbiamo scritto…
“Diffida e messa in mora”: indirizzata a sindaco, assessore, segretario comunale e dirigente. Avete scritto: o pubblicate subito il bando, senza aspettare il bilancio, o andiamo al Tar a chiedere il commissariamento.
Ma quelli sono documenti riservati! C’è la privacy! Come fa Lei…
Sono stati citati in Consiglio. E comunque qui la privacy non c’entra nulla.
Eh, certo, voi giornalisti…
Comunque la novità è che l’altroieri in Consiglio è passata una mozione che blocca tutto. 19 a 11, il forno non si fa più.
Ah. Lo apprendo ora. (pausa). Beh, cosa vuole che Le dica? Mi rimetto alla volontà del Consiglio. Leggerò la delibera.
Nessun onere a carico del Comune.
Come nessun onere? E’ previsto il rimborso dei costi che abbiamo sostenuto finora, e un indennizzo.
Nella delibera di Giunta del 2015, quella di dichiarazione del pubblico interesse, era prevista “l’espressa rinuncia formale da parte del promotore a richiedere alcun indennizzo o rimborso a lui dovuto in tutti i casi in cui la procedura risultasse interrotta”.
Eh, questo è quel che scrivono loro. Ma ci sono diverse sentenze di giustizia amministrativa che dicono il contrario, la giurisprudenza su questo è consolidata; il rimborso è dovuto, Le posso fare molti esempi. Vede, il Comune non paga nulla se la procedura si interrompe perché è cambiata la normativa, ma non è questo il caso. Qui si interrompe per volontà politica: perché il Comune, al momento di indire la gara, ha cambiato idea.
E quindi?
E quindi aspetto di leggere la delibera e di ricevere una comunicazione formale dal Comune. Noi le spese le abbiamo avute, abbiamo preso l’impegno e abbiamo dovuto tener fermi i capitali: è da un anno e mezzo che l’impianto è stato dichiarato di pubblico interesse! Il danno c’è, se occorre apriremo un contenzioso e sarà un terzo soggetto a decidere.

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