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MONCRIVELLO: “Rinnovo per Moncrivello” e “Onda Nuova” insieme in una lista civica di buon governo

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MONCRIVELLO. I due gruppi si preparano alle amministrative di primavera.

I gruppi consiliari di opposizione “Rinnovo per Moncrivello”, con capogruppo Piero Santià, ed “Onda Nuova”, guidato da Massimo Pissinis, hanno trasmesso anche per la fi ne del 2013 il consueto comunicato congiunto rivolto alla popolazione. Esso riporta una panoramica dei principali giudizi critici delle opposizioni sull’operato dell’attuale Amministrazione comunale negli ultimi mesi dell’anno trascorso. Vengono anzitutto confermate le riserve espresse già durante l’ultimo Consiglio riguardo alla decisione di porre in vendita l’edificio di proprietà comunale sito in piazza Municipio, che era stato «acquistato e parzialmente ristrutturato, con una spesa vicina ad un miliardo di vecchie lire, per dotare il Paese d’una biblioteca comunale», mentre ora viene posto in vendita, senza molte probabilità, secondo i due gruppi di minoranza, di trovare acquirenti.

Un altro punto disapprovato è la mancata ristrutturazione del centro storico: «È una prassi ricorrente di questa Amministrazione quella di predisporre laute previsioni e poi non realizzarle: ogni inizio anno prevedono interventi di arredo urbano e rivisitazione del centro storico che puntualmente a fine anno vengono cancellati. La riqualificazione di piazza dell’ex municipio da cinque anni viene inserita quale opera prioritaria e, puntualmente, viene annullata». Criticata anche la politica fiscale comunale: «Crescono le tasse; anche quest’anno le tasse aumenteranno per tutte le famiglie. Va inoltre considerato che i Moncrivellesi, caso unico, in questo anno solare sono stati chiamati a pagare la Tassa Rifiuti di due anni: 2011 e 2012». In particolare le opposizioni contestavano «che anche quest’anno è stata confermata l’addizionale Irpef comunale, che, pur essendo nata con uno spirito di temporaneità, è diventata stabile». Nel comunicato si sostiene inoltre che il parere della Corte dei conti sullo stato del bilancio del Comune non fosse positivo: «Le spese correnti sono maggiori delle entrate, per riequilibrarle verranno utilizzate le somme destinate agli investimenti ».

Proseguendo per tale strada, sostengono le opposizioni, il Comune rischierebbe seri problemi finanziari, per risolvere i quali si correrebbe il pericolo «per legge, che le tasse e le tariffe siano fatte lievitare al tetto massimo previsto». Viene inoltre ribadito il parere contrario sul voto del vicesindaco Bernardina Curto Monge riguardo all’Atto d’indirizzo aziendale dell’Asl, «bocciato dalla stragrande maggioranza dei sindaci del Vercellese, che prevedeva il taglio di servizi ». Le opposizioni rimarcano il fatto che Curto Monge ha dato il suo voto in rappresentanza del Comune, nonostante il Consiglio moncrivellese si fosse «pronunciato all’unanimità sull’argomento, per impulso di un’assessore di maggioranza, fattasi promotrice di una mozione che richiedeva al sindaco di svolgere ogni azione utile per impedire la chiusura e la limitazione dei servizi erogati dal poliambulatorio di Cigliano». Il riferimento era ad una mozione dell’assessore Anna Maria Ferrari, che era stata votata dall’intero Consiglio. Si ricorda anche la questione della Fondazione Valleris, di cui si criticavano la vendita del patrimonio immobiliare, il tipo di gestione ed in particolare quella delle rendite spettanti a studenti ed anziani, le nomine a vite d’alcuni membri del consiglio d’amministrazione dell’ente.

Il giudizio complessivo dato sulle attività della maggioranza in carica è quindi negativo: «La situazione generale dell’attività amministrativa del 2013 non è quindi cambiata rispetto a quella dell’anno 2012, così come non è cambiata rispetto a quella degli ultimi 20 anni. Siamo un Paese fermo, che ha perso per strada le caratteristiche di qualità di cui Moncrivello disponeva nei decenni trascorsi. Lo comprova la caduta dei prezzi immobiliari, quasi il doppio di quella registrata nei comuni limitrofi ». Il comunicato sosteneva difatti che l’Amministrazione comunale sarebbe segnata da un sostanziale immobilismo e dall’incapacità di realizzare le proprie promesse ed i propri progetti: «Intanto il degrado del nostro bel paese è sotto gli occhi di tutti!».

Il comunicato si conclude con un invito ed un auspicio per il futuro, che vedrà a Moncrivello elezioni amministrative fra pochi mesi: «Siamo oramai al termine dell’attuale mandato amministrativo e non ci rimane che unirci a Voi per auspicare un cambio di rotta e, rilevato il fallimento della lista partitica, quale è la lista di maggioranza, esprimere la speranza che nasca una lista civica aperta all’interazione con la comunità e l’associazionismo, che riteniamo sia la sola strada per creare una nuova partecipazione e affermare un’assunzione collettiva di responsabilità, capace d’impedire il formarsi d’una nuova casta di potere autoreferenziale e avulsa dalla realtà del Paese ». L’idea è quindi quella di contrapporre all’attuale maggioranza, che ha l’appoggio del Partito Democratico, una lista civica che sia invece collegata al mondo delle associazioni ed in generale alla società civile anziché a qualche partito.

Domenico Ferraro, uno degli autori del “Libro Bianco” sulla Fondazione Valleris e membro sia del Comitato promotore della petizione che richiedeva il ripristino dello statuto originario della Valleris, sia del Comitato per la salvaguardia dei beni ambientali paesaggistici e storici di Moncrivello, commenta così la parte finale del comunicato, precisandone il significato: «“Rinnovo per Moncrivello” ed “Onda nuova” hanno svolto egregiamente il loro compito storico, producendo un’attività amministrativa e proposte come non avveniva in paese da una decina d’anni. Tuttavia, come è stato già rilevato da più parti, per andare oltre è necessario che le ricchezze e risorse delle società civile che sono emerse nel corso di questi anni, autonomamente od in conseguenza dell’attività amministrativa delle due liste d’opposizione, si coagulino in una lista civica di sintesi, improntata sulla partecipazione ed il buon governo della comunità».

Marco Vigna

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