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«Ma… con la differenziata non si dovrebbe pagare meno?»

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«Ma… con la differenziata non si dovrebbe pagare meno?»

A Vercelli, invece, si aumentano le tariffe della Tari “per pagare la formazione del personale Atena e gli strumenti per il nuovo porta a porta”. La Giunta ha già approvato la delibera, se ne discute domani in Consiglio

VERCELLI. Per convincere i cittadini a fare bene la raccolta differenziata, i “motivatori” insistono solitamente su due aspetti: la coscienza ambientale e il portafogli.
Il primo: quello che buttiamo via può essere in gran parte recuperato o riciclato, anziché finire in discarica o – come accadeva a Vercelli fino a pochi anni fa – in un inceneritore. E allora raccogliamo separatamente carta, vetro, plastica, ecc. per avere meno rifiuti e un mondo migliore.
Il secondo: se anziché portare in discarica o bruciare… si riesce a recuperare i materiali, l’azienda che si occupa della raccolta e smaltimento può venderli. Così risparmia sui costi di smaltimento e incassa pure qualcosa. E se per l’azienda diminuiscono i costi e aumentano i ricavi, il Comune (e quindi il cittadino) pagherà meno.
Succede così ovunque, anche in posti nemmeno troppo lontani (per esempio a Trino, come si legge qui) tranne che a Vercelli. Dove la Giunta, il 3 marzo scorso, ha deliberato di proporre al Consiglio alcuni «ritocchi» che «servono – ha spiegato il sindaco Maura Forte per pagare la formazione del personale Atena e gli strumenti per il nuovo porta a porta». I «ritocchi» sono aumenti che oscillano tra il 6 e il 7,5 per cento. Quindi a Vercelli, per fare la raccolta porta a porta (e aumentare la percentuale di differenziata, e recuperare più materiali da vendere), si pagherà di più di quanto si pagava prima.
Ora: sebbene Atena, l’azienda privata (del gruppo Iren, partecipata dal Comune di Vercelli con una quota di minoranza) che si occupa del servizio, abbia comunicato al Comune che “il nuovo progetto di estensione raccolta domiciliare ‘porta a porta’ alle frazioni di plastica e vetro e metalli” prevede “l’inizio del servizio a fine 2017 con due step successivi (ottobre e dicembre) e si estenderà a tutta la città”, le nuove tariffe della Tari – approvate dalla Giunta il 3 marzo – sono già in vigore dal 1° gennaio scorso. Ciò significa che i vercellesi da gennaio a settembre pagheranno (anzi: starebbero già pagando, se in Consiglio passasse la proposta della Giunta) di più per un servizio che inizierà tra ottobre e dicembre.
Le tariffe della Tari saranno discusse dal Consiglio comunale domani, lunedì 20 marzo. Il gruppo Cambia Vercelli nelle scorse settimane ha espresso riserve sugli aumenti: vedremo se le confermerà in aula, o se i conciliaboli di queste ultime ore avranno convinto Campominosi e compagnia.
Il punto principale, però, ci sembra un altro: Atena – società privata, che Maura Forte ama definire «la nostra grande Atena» – decide come organizzare il servizio (formare il personale, acquistare attrezzature, ecc.), fa il conto di quanto costa e, prima ancora di farlo partire, lo fa pagare al soggetto pubblico (il Comune, e quindi i cittadini). Certo che a fare gli imprenditori così, con pantalone che paga in anticipo le spese di investimento, son bravi tutti.
Se poi con il “porta a porta” la percentuale di raccolta differenziata aumenterà, e si riuscirà a vendere a terzi una maggior quantità di materiale recuperato, forse – nei prossimi anni – le tariffe della Tari potranno diminuire, sempreché i dirigenti di Atena non decidano diversamente: per esempio dirottando i ricavi in nuovi investimenti nel servizio, mantendendo le tariffe invariate (dopo averle aumentate). Decisioni su cui comunque l’Amministrazione comunale potrà dire ben poco, dal momento che – grazie alla geniale operazione di aumento di capitale sottoscritto solo dal socio privato – nella «nostra grande Atena» il Comune conta ormai come il due a briscola, e pur essendo socio è costretto a farsi piacere quel che conviene a Iren. E, quando ci sono costi in più, a farli pagare ai cittadini.

Umberto Lorini
direttore@lagazzetta.info

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