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L’inceneritore costa alla Città altri 18 mila euro. Fatevene una ragione

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L’inceneritore costa alla Città altri 18 mila euro. Fatevene una ragione

Il Tribunale di La Spezia ha dato torto al Comune: «non sei creditore privilegiato nel fallimento di Gestioni Ambientali, Veolia Servizi Ambientali e Vercelli Energia; e ti faccio pagare anche le spese». Ennesimo debito fuori bilancio

VERCELLI. Oltre ai fumi e alle ceneri, su Vercelli l’inceneritore avrebbe dovuto far piovere soldi: i “contributi ex Legge 59/1995”.
Per quelli relativi alle annualità dal 1997 al 2006, il Comune emise – nel dicembre 2007 – un atto di ingiunzione.
Per quelli delle annualità del 2007 al 2011, nel marzo 2012 inviò una richiesta a Vercelli Energia srl (subentrata a Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia spa).
Un mese più tardi, aprile 2012, la società Gestioni Ambientali snc avviò la procedura di concordato preventivo; tra i soci illimitatamente responsabili c’erano anche Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia spa e Vercelli Energia srl, tutte società con sede a La Spezia in via Privata OTO. Il Comune, per tutelare i propri interessi e ragioni, si affidò allo studio legale Tosetto, Weigmann e associati di Torino.
Due anni dopo, nel giugno 2014, il Tribunale di La Spezia dichiarò il fallimento della Gestioni Ambientali snc e dei soci illimitatamente responsabili.
Il Comune, per cercare di recuperare comunque qualcosa dei crediti che gli erano dovuti, per il tramite del medesimo studio legale formulò domanda di insinuazione al passivo in via privilegiata, appellandosi al 4° comma dell’articolo 2752 del Codice Civile («Hanno privilegio generale sui mobili del debitore […], subordinatamente a quello dello Stato, i crediti per le imposte, tasse e tributi dei Comuni»).
Nel febbraio scorso il Tribunale di La Spezia ha però respinto la richiesta: il Comune è creditore chirografario, non privilegiato. E ha condannato il Comune alla rifusione delle spese di lite: 15 mila euro più accessori, spese generali e cassa previdenza avvocati, per un totale di 17.940 euro.
Giovedì 27 luglio, in Consiglio comunale, la cifra verrà riconosciuta come debito fuori bilancio.
Fra qualche anno, soddisfatti i crditori privilegiati, anche il Comune – forse – quale creditore chirografario potrà recuperare, dal fallimento, una piccola parte dei crediti non incassati.   (u.l.)

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