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L’imperdibile dibattito sul calcinculo

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L’imperdibile dibattito sul calcinculo

A Crescentino, per la festa della Madonna del Palazzo, è trending topic. Sulla fondamentale questione intervengono le migliori menti della città, e ovviamente anche qualche anonimo.

CRESCENTINO. La città ha ottomila abitanti di cui circa un quarto disoccupati, cassintegrati, esodati, ultraottantenni non autosufficienti, disabili fisici e psichici, invalidi, malati cronici, richiedenti asilo, utenti del banco alimentare o inquilini di case popolari. Quelli che lavoravano alla fonderia Teksid e che, aspiranti pensionati, maledicono la Fornero che ha allungato la loro carriera in Fiat, quotidianamente vanno a lavorare a Mirafiori o a Verrone. Le uniche aziende che hanno aperto nell’ultimo decennio sono una centrale a biomasse che con i suoi miasmi appesta il quartiere Rabeto (ci lavora un ragazzo, immigrato) e la IBP del Gruppo Mossi & Ghisolfi che, foraggiata con soldi pubblici, brucia quotidianamente tonnellate di legname, e che da qualche mese non rinnova i contratti in scadenza: i sindacati sono sul piede di guerra, si annuncia un autunno caldo. Quanto al commercio di quella che fu la “perla” del basso Vercellese, il centro storico è un’infilata di serrande chiuse e di cartelli “vendesi” e “affittasi” (“cedesi attività”, per i più speranzosi: auguri); resistono i supermercati, sulle direttrici esterne. Le case vuote, tra capoluogo e frazioni, sono ormai un paio di centinaia, la maggior parte fatiscenti: tetti che crollano, finestre senza serramenti, cascine abbandonate, stanze piene di piccioni morti.
Ebbene: in questa città con glorioso passato, difficile presente e futuro incerto, di cosa si dibatte – sui social network, sui blog, sui giornali locali ormai ridotti a tardive succursali di social network e blog – nell’estate 2017? Di crisi, disoccupazione, opportunità di rilancio, possibilità per i giovani? No: della festa della Madonna del Palazzo, e del relativo luna park.
A creare un clima di attesa è stato il vicesindaco Carmine Speranza, un politico di successo che ha capito perfettamente quali sono le priorità dei crescentinesi: feste, mercatini, serate musicali, cani. Ha chiamato gli araldi di corte e ha dichiarato: «Mi ricordo quando da bambino attendevo con ansia l’arrivo della festa; c’erano le giostre in piazza Garibaldi e tanti appuntamenti che facevano si che alle manifestazioni non aderissero solo i crescentinesi ma anche chi abitava nei paesi vicini. Vogliamo tornare indietro nel tempo, quando questa manifestazione era più sentita addirittura della stessa Patronale di San Crescentino». E allora, per la Madonna, ecco un programma scoppiettante: due serate danzanti, una settimana di luna park in piazza Garibaldi, mercatino domenicale. Tanta roba, insomma.

Arriva sabato sera. In piazza le giostre sono solo un paio, con quattro gatti annoiati che le guardano girare. Nell’altra piazza c’è l’orchestra, ma mancano le sedie. Una tragedia: a Crescentino si possono chiudere per una settimana l’anagrafe, la biblioteca, l’ambulatorio, ma guai se alle feste le giostre sono poche e se al ballo a palchetto mancano le sedie. E infatti, puntuali e inevitabili, nel giro di qualche ora le migliori menti della città si scatenano sui loro blog, rimpallandosi i commenti. Comincia l’attivista Pd Mauro Novo («Le giostre sono solo due, un calcinculo e gli aeroplani», «questa festa è stata un disastro su tutta la linea, c’è da vergognarsi»), rilancia l’ex sindaca Marinella Venegoni («Ma scherziamo, una serata danzante senza sedie?») che ne approfitta per rievocare i bei tempi di quando c’erano lei e la Pro Loco, e per insistere sull’incapacità dell’Amministrazione attuale. Dopo di lei, come è noto, il diluvio.
La domenica, poi, la tragedia assume dimensioni epocali: il mercatino sui manifesti è annunciato, ma in piazza di bancarelle non ce ne sono. Scandaloso, non chiamano il Gabibbo solo perché siamo in pieno agosto. E siccome Crescentino è terra di leoni da tastiera anonimi (e di bloggers che li pubblicano per pompare le visualizzazioni), a prendersi la scena è tale “Voce di Crescentino” che infierisce sul flop della festa, sul manifesto sbagliato e sul responsabile di tutto ciò: il vicesindaco Speranza. Il quale poi, su Facebook, riconosce l’insuccesso: «sapevo che riorganizzare la festa della Madonna del Palazzo non sarebbe stato facile».

Finita la festa, a Crescentino restano gli enormi problemi di sempre: disoccupazione, morìa del commercio, inquinamento atmosferico, miseria. Tutto ciò che sui blog, sui social (e sui giornali locali a rimorchio) non troverete. Si aspetta la prossima festa, col calcinculo e l’orchestra da ballo, e vedete di mettere le sedie se no i crescentinesi s’incazzano.   (u.l.)

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