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“Lazarus Project” alla Biblioteca Capitolare

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“Lazarus Project” alla Biblioteca Capitolare

VERCELLI. (c.car.) Un gruppo di ricercatori restaura virtualmente il Codex Evangeliorum Vercellensis. Grazie a fotografie realizzate con differenti filtri si possono scoprire le parti non più visibili ad occhio nudo.

La Biblioteca Capitolare di Vercelli nuovamente protagonista del “Lazarus Project”. Il nome biblico allude al tornare in vita dei manoscritti più danneggiati attraverso sofisticate tecniche di restauro virtuale.

Grazie ad una serie di fotografie realizzate con differenti filtri, luci ultraviolette e infrarosse, da diverse angolazioni o con luce trasmessa, che vengono elaborate al computer, si possono infatti scoprire le parti cancellate o sbiadite, non più visibili ad occhio nudo.

Il progetto è diretto e coordinato da Timoty Leonardi, conservatore dei manoscritti, e Anna Cerutti, archivista della Biblioteca e Archivio Capitolare di Vercelli, in collaborazione con il team del Lazarus Project.

Gli esperti, una quindicina di ricercatori noti a livello internazionale, saranno alla Biblioteca Capitolare dal 6 fino al 20 luglio, per restaurare virtualmente il codice A, Codex Evangeliorum Vercellensis.

Il manoscritto, del IV secolo, tradizionalmente attribuito a Sant’Eusebio, contiene una traduzione dal greco dei quattro Vangeli canonici, anteriore alla Vulgata di San Gerolamo del 382.

In uso fino all’Alto Medioevo, il manoscritto divenne poi oggetto di devozione: alcuni fogli furono donati come reliquie e fu utilizzato per solenni giuramenti con l’apposizione delle mani. Il codice è quindi molto danneggiato, benché già restaurato ai primi del Novecento dal Laboratorio della Biblioteca Vaticana.

A questo primo intervento sul codice si intende far seguire un secondo progetto per rendere praticabile una consultazione virtuale più ampia, mentre quella diretta, a causa delle precarie condizioni dell’opera, è concessa con grande parsimonia.

Nella foto: Una delle sofisticate apparecchiature impiegate.

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