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La Pro soffre ma poi dilaga: 5-2

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La Pro soffre ma poi dilaga: 5-2

Al “Piola” con il Cesena, nello scontro diretto per l’ultimo posto in classifica, le Bianche Casacche – due volte in svantaggio – tornano a vincere una partita ufficiale dopo sei mesi. Grande prestazione di Vives. Domenica prossima si va a Perugia

VERCELLI (u.l.) – Sette gol oggi al “Piola” nella partita tra l’ultima e la penultima della classifica di Serie B, entrambe con gli allenatori in bilico. Ha avuto la peggio Andrea Camplone del Cesena, che oggi festeggiava la centesima partita in Serie B: la squadra emiliana, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo, è stata sconfitta 5-2. A questo punto non si esclude, in settimana, un avvicendamento alla guida tecnica dei cesenati.
La Pro Vercelli di Gianluca Grassadonia ottiene quindi la prima vittoria ufficiale della stagione: era dal 17 aprile scorso (in trasferta a Vicenza) che le Bianche Casacche non uscivano dal campo conquistando i tre punti.

La cronaca. La Pro parte subito all’attacco: al secondo minuto gran numero di Bifulco che parte da destra, salta tre giocatori, ci prova con il mancino dal limite: palla alta di poco. Al 6′ ancora la Pro in proiezione offensiva: cross di Firenze per la testa di Bifulco, Mordini lo anticipa e devia in corner.
Ma è proprio allora che – come spesso è accaduto nelle ultime partite – la Pro si fa male da sola: grave errore a centrocampo dei bianchi, Dalmonte recupera la palla, se ne va in campo aperto e trafigge Marcone in uscita: 0-1.
I Leoni non si demoralizzano, è Firenze a guidare la carica: all’11’ cerca Bifulco che di prima mette il pallone in area, ma la difesa ospite è attenta e spazza. Al 15′ Ghiglione dalle retrovie cerca Raicevic in area, sponda per Firenze che viene anticipato da Fulignati in uscita. Un minuto più tardi altro cross di Firenze, Bifulco conclude verso la porta con il destro ma Fulignati respinge in corner.
Il pareggio è nell’aria e arriva al 17′: su calcio d’angolo battuto da Mammarella, Bergamelli anticipa tutti e insacca con un preciso colpo di testa: 1-1.
La Pro insiste: al 20′ ci prova Mammarella direttamente da calcio d’angolo, Fulignati con i pugni mette ancora in corner; un minuto più tardi lo stesso Fulignati esce maldestramente, Vives tenta una spettacolare rovesciata: il pallone, deviato, termina fuori di un soffio, a porta vuota.
Capovolgimento di fronte, e Pro trafitta: Dalmonte lancia il rapido Jallow, Bergamelli è in netto anticipo ma non riesce a intercettare il pallone; l’attaccante gambiano a tu per tu con Marcone non sbaglia: 1-2.
Intorno alla mezz’ora lo stesso Jallow si infortuna alla caviglia, e con una penosa sceneggiata impiega tre minuti ad uscire dal campo per farsi sostituire (gli subentra Moncini): l’arbitro lo ammonisce per perdita di tempo. Ancora un paio di occasioni per parte, un’ammonizione per Legati, e si va al riposo con la Pro sotto di un gol.
Al rientro in campo il Cesena si presenta con una novità in difesa: fuori Esposito, dentro Rigione. Al 47′ brutto fallo di Mordini al limite dell’area: ammonito; punizione per la Pro, il tiro di Mammarella viene deviato in corner dalla barriera. Dalla bandierina ancora Mammarella, Fulignati smanaccia. Sugli sviluppi del calcio d’angolo Legati segna di tacco, ma l’arbitro aveva già fischiato un fallo in attacco dei bianchi.
A questo punto Grassadonia toglie un centrocampista (Castiglia) e inserisce un attaccante (Rovini). Si registra l’ammonizione di Cascione, poi un’occasione per parte: per la Pro, cross di Ghiglione dal fondo, rovesciata spettacolare di Bifulco e palla alta di poco. Contropiede: lancio dalle retrovie per Gliozzi, che arriva indisturbato a tu per tu con Marcone ma spedisce a lato.
La svolta della partita è qui: se Gliozzi avesse segnato il 3-1 sarebbe cambiato tutto. E invece… gol sbagliato, gol subìto: passaggio filtrante di Vives per Rovini, che con un tocco elegante manda fuori tempo Fulignati e il pallone termina in rete: è 2-2.
La Pro ci crede: al 60′ Firenze recupera il pallone a centrocampo, si avvicina all’area avversaria e ci prova di sinistro: pallone deviato in corner da un difensore. Al 62′ Rovini trova spazio tira dalla distanza: Fulignati para a terra. Al 64′ Germano serve millimetricamente Raicevic in area: il montenegrino difende la palla con il corpo dall’intervento di un difensore e, a tu per tu con Fulignati, non sbaglia: 3-2. Mezza panchina bicciolana entra in campo a festeggiare, e l’arbitro non gradisce.
Grassadonia stava per far entrare Vajushi, ma a questo punto cambia idea: fuori Bifulco, dentro Altobelli. E subito dopo la Pro segna il quarto gol: palla illuminante di Firenze per Vives, che lanciato in contropiede tenta un pallonetto dal limite dell’area che si stampa sulla traversa; Firenze è lì e sulla ribattuta spinge il pallone in rete: 4-2.
La partita si chiude al 74′: Rovini servito in area uccella Scognamiglio ma poi cade e perde palla; il difensore dà una ginocchiata all’attaccante che è a terra: calcio di rigore per la Pro e cartellino rosso per Scognamiglio. Cesena in dieci. Vives dal dischetto non sbaglia: 5-2, e primo gol in casacca bianca per il centrocampista napoletano, oggi il migliore in campo.
Altri due cambi: nel Cesena fuori Dalmonte e dentro Sbrissa, nella Pro esce Vives – standing ovation per lui – ed entra Konate.
Si gioca per un’altra ventina di minuti, ma il punteggio non cambia più. Raicevic si fa ammonire stupidamente per aver calciato lontano la palla a gioco fermo. Dopo il triplice fischio i (pochi) tifosi del Cesena si avvicinano all’entrata del tunnel per contestare la squadra, e Altobelli al centro del campo attacca briga con alcuni avversari: interviene il presidente Massimo Secondo e lo porta via.

Un risultato che fa morale, ma che non risolve i problemi della Pro. Le Bianche Casacche continuano ad alternare sprazzi di bel gioco a clamorosi errori difensivi: i due gol del Cesena sono nati dall’incapacità dei centrali di fermare le azioni di contropiede. Se Grassadonia è ancora sulla panchina del “Piola” è solo grazie a un immenso Vives, che ha preso per mano la squadra e l’ha portata alla vittoria. Raicevic si è finalmente sbloccato, ma l’80% dei palloni che gli vengono serviti vanno persi, e negli ultimi venti minuti cammina ciondolando per il campo. Firenze esterno sinistro non è nel suo ruolo, Altobelli è nervoso. Grassadonia ancora una volta nel corso della partita torna alla difesa a tre – con Legati centrale insieme a Bergamelli e Konate – e gli avversari, anche se rimasti in dieci e sotto di tre gol, ne beneficiano: stavolta è andata bene, ma perseverare sarebbe diabolico.

Pro a 5 punti, quindi: penultima, insieme alla Ternana (sconfitta in casa dal Venezia), con il Cesena fermo a 4. La prossima partita sarà domenica 8, al “Renato Curi” di Perugia, contro gli umbri – attualmente primi in classifica insieme a Palermo e Frosinone – oggi sconfitti a Brescia. Altobelli è tornato disponibile, da valutare le condizioni di Rocca e di Bergamelli (che oggi ha terminato la partita zoppicando).
Il campionato è ancora lungo, la Pro ha finalmente mostrato segni di risveglio, ma guai a cullarsi sugli allori della vittoria odierna: il Cesena è oggettivamente una squadra modesta, la difesa “balla” troppo, e comunque con una media di cinque punti in sette partite si retrocede.

PRO VERCELLI (4-1-2-3): Marcone; Ghiglione, Legati, Bergamelli, Mammarella; Vives (31’st Konate); Germano, Castiglia (9’ st Rovini); Bifulco (22’ st Altobelli), Raicevic, Firenze. A disp. Nobile, Berra, Morra, Vajushi, Barlocco, Gilardi, Pugliese, Polidori, Bruno. All. Grassadonia.
CESENA (4-3-3): Fulignati; Fazzi, Esposito (1’ st Rigione), Scognamiglio, Mordini; Kone, Cascione, Laribi; Dalmonte (30’ st Sbrissa), Gliozzi, Jallow (33’ pt Moncini). A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Schiavone, Panico, Kupisz, Di Noia, Setola.
Arbitro: La Penna di Roma
Reti: 7′ Dalmonte (C), 16′ Bergamelli (PV), 22′ Jallow (C), 59′ Rovini (PV), 63′ Raicevic (PV), 69′ Firenze (PV), 75′ rig. Vives (PV).
Ammoniti: Jallow (C), Legati (PV), Moncini (C), Cascione (C), Raicevic (PV)
Espulso: Scognamiglio al 74′.

[nella foto: Vives festeggiato da Bergamelli dopo il rigore del definitivo 5-2]

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