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Il timo e le sue proprietà note già agli antichi Egizi

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Il timo e le sue proprietà note già agli antichi Egizi

SALUGGIA. Il timo è una pianta che presenta diverse varietà, le principali sono il thymus vulgaris, ossia il timo comune, un piccolo cespuglio spontaneo che cresce in luoghi aridi ed assolati dalle coste mediterranee sino ad oltre i 2000 metri; il thymus serpyllum, timo serpillo, piccola pianta strisciante e tappezzante, diffusissima ovunque: scarpate, prati, pareti rocciose, luoghi aridi e petrosi di tutta la penisola e delle isole italiane. Altre tipologie ancora sono: il timo dorato, con le foglioline color giallo oro; il silver, con i fiori rosa e le foglie verdi argentate ai bordi; il thymus albus, con i fiori bianchi; il timo marittimo, che cresce lungo le coste; il puligioides, con i fiori color malva, alto più di 30 centimetri; il timo minus, alto appena 2 centimetri.

Per l’impiego medicinale il più ricco di principi attivi è il timo serpillo, che viene usato in infuso quale tonico per la digestione ed è antisettico, antibiotico, bechico, balsamico, espettorante. Addolcito col miele allevia la tosse, il raffreddore, il mal di gola, l’insonnia, stimola la produzione di globuli bianchi. L’olio di timo aiuta a lenire il mal di testa ed i dolori muscolari ed è utile per massaggiare il corpo dopo il bagno. È tuttora un ingrediente dei profumi ed un efficace conservante dei campioni di anatomia, erboristeria, profumeria e cosmetica.

Le proprietà antisettiche e conservanti del timo erano già conosciute agli antichi egizi, che lo utilizzavano per imbalsamare i morti. Il suo profumo ha ispirato poeti come Virgilio, che lo descrisse mosso dal vento inebriare i Campi elisi.

Con timo, ortica, rosmarino ed aceto si prepara una lozione per rinforzare e stimolare la crescita dei capelli e per eliminare la forfora. Il timo in infuso si usa anche per risciacqui alla bocca e come antibatterico. Posto in mezzo ai libri, esso impedisce alle carte d’ammuffire.

Nell’uso culinario il timo s’adatta bene ai cibi cotti: pollo, coniglio, crostacei e selvaggina cucinata col vino, ma anche per le carni rosse stufate, con le patate bollite, carote, zucchine e con le melanzane all’aceto balsamico, nelle composte di frutta e nei liquori.

Mirta

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