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Il Comune non compra più l’oratorio

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Il Comune non compra più l’oratorio

Crescentino. Il sindaco Greppi: toglieremo i vincoli urbanistici sull’immobile, così potrà acquistarlo anche un privato. Ora il parroco don Edoardo deve trovare 300 mila euro per finire di pagare i lavori della nuova struttura alla Madonna del Palazzo.

Il Comune non acquisterà l’oratorio di via San Giuseppe: l’annuncio è stato dato dal parroco don Edoardo nel corso delle messe celebrate nello scorso fine settimana. Il cantiere per la nuova struttura, vicino alla Madonna del Palazzo, intanto vanno avanti; il sacerdote ha confermato che la Cei, la Conferenza episcopale italiana, erogherà il 75% dell’importo dei lavori in relazione allo stato di avanzamento; servono però altri 300 mila euro, che a questo punto non entreranno in cassa dalla vendita dell’immobile che ospita attualmente l’oratorio. «L’ultimo pagamento – spiega don Edoardo – avverrà a opere concluse, ma nel frattempo dobbiamo trovare la parte mancante ». Per questo ha invitato i fedeli a «contribuire secondo le proprie possibilità »; le alternative ventilate sono l’accensione di un mutuo, il che comporterebbe oneri economici aggiuntivi, o appunto la contribuzione da parte dei crescentinesi.

Sindaco Fabrizio Greppi, perché non intende procedere all’acquisto? «Non era nei miei progetti; faremo una variante al Piano Regolatore per togliere i vincoli che pesano su quell’area per cui se la proprietà, quindi Curia e Parrocchia, vorranno vendere, ad acquistare potrà anche essere un privato, mentre adesso è vincolata all’uso sociale». «Quella dell’acquisto dell’immobile è una stupidaggine fatta dalla sinistra che non sa dove andare a parare. Inizialmente avevano destinato all’acquisto 200 mila euro, poi ridotti a 100 mila, che comunque non potremo spendere per il patto di stabilità. Oltre a questi ne servirebbero almeno 4-500 mila per ristrutturare dopo essere riusciti a dividere in due la struttura, passaggio assai difficile. Dove vado a prendere tutto questo denaro? Perché non l’ha fatto l’Amministrazione precedente, visto che avevano soldi, tempo e potestà per farlo? Invece hanno tolto 100 mila euro; del resto quando sono andato in Curia mi hanno detto che anche loro avevano capito che l’Amministrazione, su questo, era piuttosto ondivaga. E poi: una volta comprato, cosa se ne farebbe il Comune? In questo periodo non si fanno acquisizioni, o ci sono entrate o si vende. Pensiamo che sia meglio una concessione convenzionata: il Comune stipulerà una convenzione con l’eventuale acquirente per acquisire i parcheggi che servono».

Ci saranno altre variazioni al Piano Regolatore? «Ora ci mettiamo a ragionare sulla nuova variante. Io non faccio come chi c’era qui prima di me, non demonizzo l’Amministrazione precedente. Alcune cose andranno cambiate, non smentisco me stesso; dove sono state accolte richieste dei cittadini le lasceremo, dove invece sono state cambiate d’imperio valuteremo se cambiare o mantenere».

In merito ai parcheggi, Lei ha già accennato in altre occasioni che non giudicare positivamente il progetto dell’area verde dell’ex Casa delle suore. «Ci sono tremila metri quadri di verde da gestire, quando invece servivano i parcheggi per gli anziani che vanno al Centro; non ho intenzione di spendere un solo euro di manutenzione, diventerà un covo di bisce, ho altre priorità. Andrò anche a parlare con la Soprintendenza per chiedere di togliere i vincoli: non ho certo intenzione di abbattere il pinnacolo, basterebbe spostarlo all’interno». Silvia Baratto

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