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I “rubinetti” Cortopassi li teneva per sé

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campagna eletorale di Cortopassi del 2010
Nella foto: Un manifesto della campagna eletorale di Cortopassi del 2010.

Vercelli. (r.g.) Prosegue al Tribunale di Vercelli il processo sui lavori pubblici della Provincia all’epoca del presidente Masoero. Le amicizie con gli imprenditori, i finanziamenti delle campagne elettorali e i contrasti sull’uso delle auto blu.

E’ ripreso mercoledì 2 aprile il processo sui lavori pubblici della Provincia di Vercelli che vede imputati per concussione il consigliere regionale Alberto Cortopassi, l’ex assessore ai lavori Pubblici Francesco Zanotti e – per altre ipotesi di reato – cinque funzionari dell’ente: Caterina Silva, Paolo Bello, Marco Acerbo, Marzio Sguotti e Michele Cressano. Il collegio giudicante (presidente Antonio Marozzo, a latere Pisano e Laguzzi) deve stabilire se c’era qualche rapporto tra i lavori assegnati dalla Provincia agli impresari Roberto Bertini e Paolo Tarditi e i finanziamenti che costoro facevano arrivare ad alcuni politici di An (poi Pdl). L’inchiesta è nata dopo l’arresto del livornese Renzo Masoero. Nel 2009 Masoero stava cercando di reperire fondi per la campagna elettorale: pur essendo già sindaco di Livorno Ferraris e presidente della Provincia, si era infatti candidato a consigliere regionale. E aveva bisogno di soldi.

Apriva il frigorifero Interrogato, Cortopassi ha parlato dell’amicizia che da anni lo lega da anni ai due impresari Bertini e Tarditi (più Tarditi, però); il consigliere ha spiegato che non avrebbe mai potuto spingerli a sovvenzionare la sua campagna elettorale, proprio perchè “amicissimi”: «A casa Tarditi aprivo il frigorifero». Ai tempi del caso Masoero, Cortopassi era presidente provinciale del Popolo della libertà ed aveva individuato come mandatario elettorale Massimo Camandona (attuale assessore della provincia di Vercelli) per gestire il conto corrente della campagna elettorale che lo ha poi portato ad essere consigliere regionale. «E’ piuttosto usuale – ha spiegato Cortopassi – che impresari sovvenzionino politici nelle loro ascese elettorali. Tarditi non appoggiò solo me, ma anche altri». Le erogazioni che erano state fatte nel conto corrente erano di Gessi, di un privato, di Ascom, di Bertini, di Tarditi oltre ad un versamento dello stesso Cortopassi quando fu aperto il conto. Per legge, solo Camandona aveva modo di gestirlo e gli estratti conto sono stati inviati alla Corte di Appello, oltre che pubblicati sul bollettino regionale.

I rubinetti Si parla poi di intercettazioni. In una telefonata tra Cortopassi e Masoero il consigliere esordisce con la frase: «Non posso aiutarti. I miei rubinetti devo tenermeli io». La spiegazione è semplice: «Sapendo che sarei stato candidato anch’io, dovevo occuparmi della mia campagna elettorale ed era più facile che Bertini e Tarditi, essendo miei amici, aiutassero me, non lui». E comunque, in un’altra telefonata, Cortopassi spiega come vanno queste cose a Renzo Masoero, candidato al Consiglio regionale e preoccupato di finanziare la propria campagna elettorale: «Se vogliono darteli, te li danno a prescindere ».

Le auto blu In un’altra intercettazione Cortopassi parla con Juri Toniazzo (attuale consigliere comunale a Vercelli, allora capo di gabinetto di Masoero in Provincia), dell’uso che l’allora presidente della Provincia faceva dell’automobile a lui riservata: «La cosa che deve fare – diceva Cortopassi – è ficcarsi nel culo queste auto blu». Spiega Cortopassi: «Dovevo pensare all’immagine del partito, essendone coordinatore ».

«I concorsi? Una farsa» In un precedente interrogatorio Toniazzo ha rimarcato che Masoero cercava denaro per finanziare la sua campagna elettorale, e per questo e si era rivolto a Zanotti che era suo amico, così come ad altri imprenditori. Durante una conversazione, poi, Zanotti gli aveva confidato: «Speriamo in bene che non saltino fuori le irregolarità sulle gare». In più, secondo Toniazzo, «i concorsi in Provincia sono tutti una farsa»; e porta un esempio chiaro: «C’è stato il caso eclatante di Vantaggiato che ha dovuto rifare il concorso perché chi doveva vincere non aveva vinto». C’è poi un’intercettazione ambientale, una conversazione tra Toniazzo e Masoero in cui il capo di gabinetto dice al presisente: «Il Cecco poi ti dà una mano? Si adesso parlava con uno, gli dà due rotonde».

Il contributo dell’Ascom Interrogato, come testimone, anche Fernando Lombardi, direttore dell’Ascom della provincia di Vercelli, che ha dichiarato: «Nel 2010 l’associazione commercianti ha effettuato un’erogazione a favore di Cortopassi; le elezioni regionali sono importanti per noi, visto che la Regione ha competenze specifiche in materia di commercio e turismo. Pertanto come Ascom abbiamo incontrato i candidati e scelto a chi dare il nostro sostegno. Si decise per Cortopassi e venne fatta un’erogazione sul conto corrente indicatoci dal mandatario elettorale Camandona. Per l’Ascom – ha ribadito Lombardi – era ed è importante che il territorio sia rappresentato in Regione».

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