
CRESCENTINO. (u.l.) La telefonata.
Il consigliere comunale Fabrizio Greppi non è d’accordo con le ultime righe dell’articolo sul condominio “Nello” pubblicato sul numero scorso, dove scrivevamo: “Quel che è successo in quelle due riunioni della Commissione edilizia, e da cui si è originato il tutto, è un “nodo” che più pubblico non si può, perché è tutto interno al Comune. E Greppi lo sa benissimo”. «Direttore, mi faccia capire. Se Lei scrive così significa che sa qualcosa che io non so. Perché altrimenti il Suo è un teorema, “il sindaco non poteva non sapere”».
Ho qui davanti gli atti di quelle due riunioni della Commissione Edilizia, 11 maggio e 8 giugno 2005. Lei li ha?
«No, non li ho. E comunque quand’ero sindaco io in Commissione edilizia andavo pochissimo, delegavo altri».
Formalmente il presidente della Commissione era Lei.
«Sì, ma io non ero quasi mai presente, non mi sono quasi mai interessato. Sono questioni tecniche, io non mi intendo di edilizia; avevo degli assessori geometri, mandavo loro. E poi in Commissione andava sempre l’assessore Fiorenzo Tasso, come “uditore”; udiva e poi telefonava agli interessati: guarda che la tua pratica è passata, ti arriverà la comunicazione…».
Ma anche da esterno, da “profano”, non Le sembra “anomalo” che la Commissione, nel giro di un mese, sullo stesso identico progetto prima esprima parere contrario e poi, improvvisamente, favorevole?
«Sì, in effetti è un po’ strano, ma ripeto: quella pratica non la conosco, se ne occupava il responsabile tecnico Linda Marin. Ciascuno ha delle competenze ben precise: la Commissione dava il suo parere, ma poi a decidere era il tecnico responsabile del procedimento».
Ma allora, anziché relegare la questione a “lite tra privati”, forse è il caso che si accerti cos’è successo in sede pubblica, cioè in Commissione. Prima no, poi sì: perché?
«Mi spiego meglio; con l’espressione “lite tra privati”, quella sera in Consiglio, volevo dire che c’è un contenzioso tra due parti: una è la signora Alemanno, l’altra è il Comune».
Comune che è tutt’altro che un privato: è l’ente che concede le autorizzazioni edilizie.
«Ma insomma, hanno avuto quattro anni e mezzo di tempo: se l’Amministrazione voleva fare qualcosa poteva impugnare gli atti in autotutela, o che so io. Tirano fuori la questione adesso, a fine mandato. Perché prendersela con me, che non sono più sindaco da anni? Qui è sempre colpa di Greppi…».
Forse perché quel permesso edilizio è stato concesso nel periodo dell’Amministrazione Greppi.
«Sa cosa Le dico? Vogliono discuterne in Consiglio? Prego, facciano pure, non ho nulla da temere. Io non faccio “il diavolo a quattro”, come ha scritto Lei, perché non se ne parli: non mi oppongo, ma non partecipo. Tra l’altro non riescono a mettersi d’accordo neanche tra loro: il vicesindaco Allegranza voleva che si trattasse l’argomento, la sindaca Venegoni ha sospeso la seduta e poi ha detto di no. E la cosa mi stupisce, perché la Alemanno ci teneva, e la Venegoni è molto amica della Alemanno».
Quindi Lei, se se ne discute in Consiglio, non partecipa.
«No. Se si evidenziano responsabilità oggettive, ci sono le sedi appropriate e si va lì. Ma ai processi politici sulla pubblica piazza, che piacciono a certa sinistra, io non intendo prender parte».
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