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Discarica di Alice: il progetto di “messa in sicurezza” è insufficiente

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Discarica di Alice: il progetto di “messa in sicurezza” è insufficiente
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Alice Castello. (m.v.) In Provincia una riunione interlocutoria della Conferenza dei servizi: per la “messa in sicurezza” un rinvio a dicembre. Il sindaco Bondonno: anche noi, come Tronzano e Santhià, incaricheremo un legale per seguire il procedimento giudiziario in corso.

Venerdì 14 novembre si è riunita la quarta conferenza dei servizi sulla situazione di Alice 3, la vasca di bonifica che era stata costruita per il recupero della discarica Alice 2. Si trattava di valutare il progetto presentato dalla società incaricata “Alice Ambiente srl” per sostituire gli speciali pozzi di bonifica di cui si era accertato il collasso. Le norme di legge erano state rispettate, ma l’impiego di questi pozzi non aveva portato ai risultati previsti ed era stato riscontrato un aumento della presenza di percolato, metalli pesanti ed ammoniaca, nei pressi della discarica.

Il sindaco Luigi Bondonno aveva partecipato al tavolo tecnico preliminare tenutosi mercoledì 12 novembre, mentre in rappresentanza del Comune alla conferenza dei servizi ha partecipato la consigliera Giovanna Giordano.

Il sindaco così commenta l’esito dell’incontro, risultato interlocutorio: «La conferenza dei servizi si è risolta in un nulla di fatto, visto che i tecnici di Provincia ed Arpa non hanno ritenuto sufficienti i dati proposti da Alice Ambiente per la messa in sicurezza definitiva. Quindi c’è stato un rinvio». La prossima Conferenza dei servizi, chiamata ad approvare il piano per la messa in sicurezza della discarica, dovrebbe riunirsi entro dicembre. Durante l’incontro si è affrontata anche la questione della fidejussione fornita a garanzia dei corretti lavori di bonifica ambientale da parte della ditta incaricata.

Bondonno conferma di voler seguire con attenzione la questione, sia sul piano tecnico ed ambientale che su quello legale per ciò che concerne l’inchiesta giudiziaria in svolgimento. «La Giunta delibererà l’affidamento di un incarico ad un legale che seguirà il procedimento in procura e in Tribunale e, d’intesa con le Amministrazioni di Santhià e Tronzano, stiamo ipotizzando di affidare ad un tecnico l’incarico di perito di parte».

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