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CRESCENTINO: è ora di finirla con i consigli non richiesti

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CRESCENTINO – Primarie per il sindaco?

L’immortale verso “si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” si attaglia perfettamente a un’idea lanciata recentemente su un blog cittadino: l’autrice sostiene che vi sia «la necessità per il Pd crescentinese di abbracciare l’iniziativa delle primarie per le future elezioni amministrative». La necessità, nientemeno.

Una buona idea? Un’eresia? Non è questo il punto. Il punto è che a Crescentino – come altrove, forse più che altrove – vi sono alcuni soggetti che hanno, fra le loro occupazioni preferite, quella di consigliare agli altri cosa dovrebbero fare; e tale occupazione prende un così gran tempo e li impegna così tanto che talvolta si dimenticano ciò che dovrebbero fare loro. Il quinquennio che va concludendosi è zeppo di esempi, i più disparati: «tu, proprietario di edificio del centro storico, devi fare così»; «tu, automobilista, devi passare di là»; «tu, consigliere di minoranza, devi comportarti così»; «tu, direttore di giornale, devi scrivere questo»; e ora, a pochi mesi dalle elezioni, ecco il perentorio «tu, militante del Partito Democratico, devi fare le primarie».

Declinato in tutte le possibili sfumature, questo atteggiamento tra lo spocchioso e il cattedratico ha veramente stancato. Crescentino, con tutti i suoi difetti, non è una città di idioti che pendono dalle labbra di chi ritiene di «saperne di più»: è una città dove ciascuno, nel proprio piccolo o grande ruolo, cerca di fare meglio possibile, senza aspettare le perle di saggezza distillate da qualcuno che si ritiene più furbo o più esperto della vita e del mondo.

Ecco perché, tornando all’attualità politica crescentinese, è bene che la decisione su eventuali primarie per la scelta del candidato sindaco del Partito Democratico sia lasciata esclusivamente alle valutazioni degli iscritti al Partito Democratico. E ad astenersi da interferenze sulle scelte del partito per le prossime amministrative dovrebbe essere, innanzitutto, chi il sindaco l’ha fatto e non ha il coraggio di ricandidarsi: perché se si esponesse al giudizio popolare sarebbero i crescentinesi, con il loro voto, a darle un chiaro consiglio su cosa fare nei prossimi anni. (u.l.)

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