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Cortopassi in poco più di due anni ha speso 48 mila euro al ristorante

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VERCELLI. (r.g.) Oltre ad abbigliamento, gioielli, manutenzione auto.

Alberto Cortopassi PDLAlberto Cortopassi, anch’egli del Pdl, è accusato di peculato – in concorso con il suo capogruppo Pedrale – per oltre 55 mila euro. La maggior parte sono “rimborsi spese per ristoranti, bar, similari, cibi da asporto e generi alimentari”: oltre 48 mila euro. Gli vengono poi contestate spese per oltre tremila euro in “manutenzione autovettura”, più di 600 euro in alberghi, spese varie – “abbigliamento, gioielleria e cd musicale” – per duemila euro e un rimborso per patrocinio legale di circa 1400 euro.

I ristoranti più frequentati a spese del Consiglio Regionale sono a Vercelli: Cortopassi è praticamente sempre a “Il giardinetto” (a volte da solo, a volte con altri due o tre; una volta vanno a pranzo in quindici è il conto è di 570 euro, un’altra vanno a cena in cinquanta e lo scontrino supera i duemila euro), ma frequenta anche “Casa mia”, “Da Pupetta” e va a mangiare sushi da “I Mo”.

A Crescentino il locale preferito è “L’Archigusto”, e a Torino il consigliere si nutre al “Vintage 1997” o ai ristoranti di Eataly. A fine 2011 Cortopassi si organizza per tempo per i regali di Natale: sempre a spese della Regione, il 7 dicembre spende oltre duecento euro alla profumeria Douglas di corso Libertà a Vercelli, una settimana più tardi – sempre a Vercelli – fa un acquisto di 1700 euro alla gioielleria Moretto, e il 20 dicembre va allo store Feltrinelli di Torino e compra il cd di canzoni natalizie di Michael Bublè.

Il consigliere vercellese ha poi un’enoteca di fiducia, in viale Garibaldi: nel luglio 2011 compra vino per 360 euro, e a settembre per altri 190. Anche per questi Pedrale gli firma il rimborso. Il 22 giugno 2012, infine, Cortopassi dimostra di avere il dono dell’ubiquità: si fa rimborsare due scontrini, emessi a pochi minuti l’uno dall’altro, uno all’aeroporto di Fiumicino e l’altro in un’area di servizio di Villanova d’Asti.

Il 10 maggio scorso viene sottoposto ad interrogatorio in Procura; gli chiedono che lavoro faccia, e lui risponde: «sono titolare della Polis sas, società di intermediazione immobiliare con sede in Vercelli, la sto chiudendo in questi giorni»; quanto a beni patrimoniali si dichiara «impossidente», e al momento delle domande dichiara «mi avvalgo della facoltà di non rispondere».

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