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Cimitero: la “valutazione preventiva” si fa… a lavori finiti

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Cimitero: la “valutazione preventiva” si fa… a lavori finiti

Terminata la costruzione dei nuovi loculari nel “campo vecchio” del cimitero, il Comune – sollecitato dalla Soprintendenza – commissiona una relazione storico-architettonico-artistica. Che andava fatta prima di iniziare i lavori, per capire se i loculari lì in mezzo si potevano costruire o no.

SALUGGIA. (u.l.) C’è una scena di un vecchio film con Gérard Depardieu e un’attrice bellissima in cui lui arriva e le si getta addosso, quasi strappandole via i vestiti, e le mette le mani (e altro) dappertutto. Lei, innamorata e ben contenta dell’ardore dell’uomo, tenta però – come dire – una mozione d’ordine: «e i preliminari?». Lui, che si è già portato avanti col lavoro, risponde «i preliminari… dopo».
A Saluggia, nel “campo vecchio” del cimitero, sta accadendo una cosa simile. Nel gennaio 2016 il Comune ha avviato il cantiere di costruzione dei nuovi loculari, proprio in mezzo al campo. Essendo però quella parte del cimitero stata costruita più di settant’anni fa (anzi, quasi due secoli fa: intorno al 1830, pare), la legge la considera “bene tutelato”: prima di fare qualsiasi intervento edilizio occorre espletare la “verifica dell’interesse culturale”, per capire se l’intervento è assentibile o meno. E trattandosi di un significativo esempio di camposanto a corte ottagonale con sepolture a terra e con – sul perimetro – cappelle funerarie di pregio, risulta chiaro che oltre alla legge entra in gioco il buonsenso: si deve proprio “rovinare” così la parte più antica del cimitero, dove tutte le tombe sono a raso? Se proprio c’è necessità di nuovi loculi, non è meglio costruirli negli ampliamenti novecenteschi?
All’ufficio tecnico del Comune di Saluggia – dove o non conoscono la legge, o pensano di violarla impunemente, o ascoltano chi dice di fregarsene – la “verifica dell’interesse culturale” sul campo vecchio non l’hanno fatta. A luglio 2016, mentre i muratori stavano già lavorando, è però arrivata in Municipio una lettera della Soprintendenza, che in sostanza dice: guardate che prima di avviare un eventuale cantiere dovete avere la nostra autorizzazione preventiva. Mandateci subito una relazione corredata di fotografie, e vediamo se questi loculari si possono costruire lì o no.
In Municipio cosa fanno? Fermano il cantiere? No, perché i loculari devono esser pronti per i Santi, quando la gente va al cimitero. Avanti con i lavori: variante, subappalto, bisogna finire in fretta.
In autunno la funzionaria della Soprintendenza viene a Saluggia per un sopralluogo al camposanto, accompagnata dalla responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Sul posto, ad assistere, c’è anche un consigliere comunale (di minoranza, che di mestiere fa l’archeologo); ma quando la responsabile dell’ufficio tecnico lo vede si irrita e chiama l’assessore ai lavori pubblici; che è in Municipio, si precipita lì e, con i suoi modi, si porta via il consigliere.
La funzionaria della Soprintendenza si guarda intorno, vede tutte queste tombe antiche intorno e, lì nel mezzo, i due nuovi loculari. Torna a Torino e scrive al Comune: guardate che la verifica dell’interesse culturale va fatta. Mandatecela.
L’ufficio tecnico cosa fa? Fa concludere i lavori. Passa novembre, passa dicembre, passa gennaio. La Soprintendenza, che deve dare (o no) l’autorizzazione preventiva, sollecita ancora. Il 10 febbraio di quest’anno, allora, la responsabile dell’ufficio tecnico firma una determina con cui affida a due professioniste l’incarico di predisporre una “relazione storico-architettonica-artistica” sul cimitero del capoluogo” e, già che c’è, anche “sul cimitero della frazione Sant’Antonino, analizzando tutti i documenti presenti presso l’archivio storico del Comune”. Costo della prestazione: oltre 2200 euro.
La relazione verrà poi inviata alla Soprintendenza per chiedere l’autorizzazione a costruire i loculari. Che nel frattempo sono già stati costruiti.
Come diceva Depardieu: i preliminari… dopo.

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