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SANTHIÀ: «Ci muoviamo tra fallimento e dissesto»

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SANTHIA’. (r.s.) Grossi problemi economici al Comune di Santhià, “eredità” delle passate gestioni. Problemi che gli addetti ai lavori già conoscevano, ma che sono emersi in tutta la loro gravità nella seduta di Consiglio comunale di sabato 30 novembre. L’assessore al bilancio Agatino Manuella ha aggiornato i presenti sullo stato della Servizi Pubblici Città di Santhià e della Sviluppo Santhià srl.

Manuella e Corradini

Nella foto: Agatino Manuella e Giorgio Corradini.

La Servizi Pubblici Alla data del 27 novembre 2013, la posizione debitoria della Servizi Pubblici Città di Santhià risultava di 677mila euro, cifra data dai debiti accumulati verso i quattro fornitori principali della farmacia per 507 mila euro (Generici 12 mila, Unifarma 59 mila, Unico 47.500, Comifar 388.500), altri debiti verso fornitori 100 mila, tfr dipendenti 70 mila. Per la parte di attivo, 77mila euro dati da Anteo per la rimanenza di magazzino della farmacia e quota riparto spese Cisas di 80 mila euro. Ha detto Manuella: «Quindi, la quota che deve ancora essere versata per onorare i debiti della Servizi Pubblici Città di Santhià è di 520 mila euro, che il Comune dovrà saldare entro il 2015. A fine 2012 sono stati versati 100 mila euro a fronte del decreto ingiuntivo di Alessio spa, altri 60 mila a inizio 2013 per pagare gli stipendi ai dipendenti e altri 20 mila a titolo di rimborso spese ordinarie. In totale 180 mila euro che sono stati prelevati dal lascito Ferrero. Il piano di rientro che ho messo a punto e che proporremo ai fornitori è finanziariamente, seppur con molto sacrificio, sostenibile dal bilancio comunale; ma va rilevato che tutta l’attività della nostra Amministrazione è e sarà pesantemente influenzata da questa situazione fallimentare. Ci si augura che la Corte dei conti, alla quale abbiamo mandato i bilanci che noi riteniamo non corretti, faccia chiarezza e qualcuno paghi il conto».

La Sviluppo Santhià Quanto alla situazione della Sviluppo srl: «Abbiamo due decreti ingiuntivi presentati dalla Lis, immediatamente esecutivi, per un totale, fra interessi e capitali di 790 mila euro, un debito verso Cariparma per 700 mila euro e uno verso la Regione per 3 milioni e 500 mila euro. E’ vero che dobbiamo incassare 170 mila euro di credito Iva e 220 mila dalla Regione, ma non nel breve periodo, mentre invece Lis e Cariparma vogliono essere saldate subito. Nella Sviluppo la situazione è molto più esplosiva della Servizi, perché la scelta potrebbe essere tra far fallire la società e mandare in dissesto il Comune. Con il dissesto si creerebbe un grave danno di immagine sociale della nostra città e per evitarlo bisognerebbe onorare i debiti chiedendo soldi ai cittadini. Viceversa, con il fallimento della Sviluppo, si andrebbe a creare un danno alle attività economiche del nostro territorio, già pesantemente colpite dalla crisi. Attualmente ci stiamo muovendo in diverse direzioni per scongiurare sia il fallimento che il dissesto, ma resta il fatto che se non si riesce a vendere, anche a prezzi ribassati, siamo obbligati a chiedere i soldi ai cittadini per le scelte rivelatesi sbagliate e inopportune della precedente Amministrazione. Troppi treni si sono persi negli anni addietro e ora ne paghiamo il conto».

L’intervento di Corradini E’ poi intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Corradini: «Volevo presentare un’interrogazione – ha detto-, ma visto che non sono riuscito a depositarla nei termini giusti, la leggo in questo momento e la mando agli atti; verrà poi discussa nel prossimo Consiglio comunale ». «E’ un momento di difficoltà, sia per la Sviluppo Santhià srl che per la Servizi Pubblici Città di Santhià. E io, stando parecchie ore in municipio, un giorno mi sono messo e sono andato a vedere le spese che hanno contribuito a creare questa insolvenza. Con mio stupore, ho notato alcune cose che sono oggetto di questa interrogazione. Chi era in maggioranza prima, dovrà dare spiegazioni. Sui bilanci delle due società, infatti, sino alla vigilia delle elezioni comunali del 2011 sono stati caricati scontrini e fatture per beni e servizi che poco, a mio parere, hanno a che fare con la mission delle due società; e considerato che alcune migliaia di euro non avrebbero risanato le due società, ma è indubbio che un segnale di sobrietà e più oculata gestione della cosa pubblica avrebbe dovuto essere dato, chiedo al sindaco se e quali azioni intenda intraprendere per verificare e dare una risposta esaustiva a queste mie domande».

La reazione di Canova

«Le tue sono palle» (r.s.)
«Le tue sono palle» ha esordito l’ex primo cittadino Gilberto Canova, ora nei banchi della minoranza, rivolgendosi all’assessore al bilancio Agatino Manuella.

E’ allora intervenuto il sindaco Angelo Cappuccio che ha invitato a usare termini consoni al Consiglio comunale, ma queste parole hanno infiammato maggiormente il dibattito tanto che il consigliere Canova ha rilanciato dicendo che quella della maggioranza è «una commedia basata sull’equivoco, una farsa. Una tattica alla Schettino.

Un modo per dire quello che si vuole, celando altre verità». Tutti errati, dunque, secondo Canova i conti presentati dall’Amministrazione sui debiti relativi soprattutto alla Sviluppo srl. Ferma e decisa la replica della Giunta Cappuccio: «Siamo disponibili a confrontare i conti delle società in liquidazione. Perché Canova non ci presenta le sue di risultanze, certificate anch’esse da un professionista? ».

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