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Centrale idroelettrica al Ritano: il Parco cede e dà ragione agli ambientalisti

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Centrale idroelettrica al Ritano: il Parco cede e dà ragione agli ambientalisti

Il direttore dell’Ente, Ostellino, revoca la determina con cui aveva dato parere positivo: “il progetto non è compatibile con le norme del Piano d’Area”. La Provincia riapre la Conferenza dei Servizi?

SALUGGIA. Colpo di scena nella vicenda del progetto di centrale idroelettrica sull’isolotto del Ritano. Da oltre un anno le associazioni Legambiente e Pro Natura, con una serie di lettere agli enti che partecipano alla Conferenza dei servizi e di osservazioni presentate alla Provincia di Vercelli, hanno più volte evidenziato che le norme del Piano d’Area del Parco del Po vietano la costruzione di questo tipo di impianti in quella zona. Ciononostante l’Ente Parco a fine 2016 aveva adottato una delibera di Consiglio (“atto di indirizzo”) e una conseguente determina del direttore, Ippolito Ostellino, con cui avevano espresso parere favorevole in merito alla compatibilità urbanistica dell’intervento. La dirigente della Provincia responsabile del procedimento, Caterina Silva, aveva quindi concluso l’istruttoria dando via libera alla realizzazione della centrale.
L’Ente Parco, su pressioni della Regione, aveva successivamente “sospeso l’efficacia” della delibera, ma la Provincia aveva comunque mandato avanti l’iter autorizzativo. Il Comune di Saluggia, contrario all’intervento, aveva allora incaricato un legale per promuovere ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Pochi giorni fa le associazioni ambientaliste hanno formalmente chiesto alla Provincia di riaprire la Conferenza dei Servizi.

Martedì 21 febbraio il Consiglio dell’Ente Parco si è nuovamente riunito e ha disposto il ritiro ex tunc della deliberazione “atto di indirizzo”, dando mandato al direttore Ostellino “di provvedere all’assunzione degli atti necessari per gli aspetti conseguenti al provvedimento di ritiro”. Nella giornata di oggi, giovedì 23, Ostellino ha firmato la determina con cui ritira la precedente e dichiara che “il progetto è da ritenere non compatibile rispetto alla normativa del Piano d’Area”.

«A questo punto – dichiara Gian Piero Godio, presidente di Legambiente del Vercellese – è più che mai opportuno che la Provincia, accogliendo la richiesta delle associazioni ambientaliste, riapra la Conferenza dei Servizi per valutare la compatibilità urbanistica dell’intervento. Compatibilità che, come noi andiamo dicendo da mesi citando le norme del Piano d’Area, e come il Parco finalmente riconosce, non c’è. Centrali idroelettriche sulla Dora se ne possono costruire, ma non in uno dei luoghi più importanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico qual è l’isolotto del Ritano».

Domani, venerdì 24, a Vercelli si riunisce il Consiglio Provinciale. All’ordine del giorno della riunione c’è anche una mozione, presentata dalla consigliera saluggese Paola Olivero, che – sulla base delle motivazioni esposte dagli ambientalisti – chiede la riapertura della Conferenza.

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