Mercoledì 23 Maggio 2012

Comuni

Un saggio di Ogliaro
su Vittorio Amedeo II

Posted by Redazione On settembre - 20 - 2011 ADD COMMENTS

In questo anno dedicato al 150° dell’Unità italiana, perché scrivere un libro su Vittorio Amedeo II? Lo si capisce leggendo L’ultimo sussulto di un re: abdicazione ed arresto di Vittorio Amedeo II di Mario Ogliaro.

Mario Ogliaro

Quello che a tutta prima ci sembra solo uno dei tanti Savoia è stato in realtà colui che “aveva saputo traghettare il vecchio Piemonte da ducato a regno, a dargli la dignità di stato e a sottrarlo dalla secolare ingerenza straniera”.
Il sovrano fu un uomo sobrio, sovrano assoluto e accorto diplomatico; la “volpe savoiarda”, come lo definisce Ogliaro, seppe costruire un regno ben organizzato, allargando la sua indipendenza alla Santa Sede, con cui concluse un accordo decisamente giurisdizionalista.
E’ qui che si collocano il matrimonio con Anna Carlotta Teresa Canalis, che diverrà marchesa di Spigno, e la sua abdicazione; entrambe le cerimonie furono preparate nel più assoluto riserbo e con attenzione anche ai particolari, come era sua attitudine, e attuate rispettivamente il 12 agosto ed il 3 settembre 1730. Inizialmente tutto procedette come previsto: il figlio Carlo Emanuele III salì al trono e la macchina politica lavorò come programmato dal vecchio sovrano. Pian piano però il nuovo sovrano, con l’aiuto e l’accordo del ministro Carlo Ferrero d’Ormea, iniziò a dare meno peso ai suggerimenti del padre. Questi, dalla dimora di Chambery, divenne sempre più inquieto circa il destino del regno, anche il relazione alla salita al soglio pontificio di Clemente XII, che iniziò subito la revisione dell’accordo col Piemonte. Lo scacchiere internazionale si muoveva e a Vittorio Amedeo sembrava che il figlio non operasse con la dovuta accortezza.
I rapporti si fecero sempre più tesi e conflittuali, fino a giungere nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1731 all’arresto di Vittorio Amedeo, che voleva riprendersi il trono e che si temeva stesse tramando contro il regno. Pesanti accuse vennero mosse alla marchesa di Spigno, ritenuta responsabile di averlo spinto a riprendere il trono.
In realtà anche Carlo Emanuele dovette ufficialmente smentire questa versione dei fatti, ma nel frattempo Vittorio e la consorte erano stati divisi e sottoposti ad un duro regime carcerario. Saranno riuniti, ma per poco tempo; Vittorio Amedeo morirà il 31 ottobre 1732.
La minuziosa ricerca di Ogliaro, e qui risiedono i suoi meriti, recupera notizie storiche dai documenti dei diplomatici stranieri, riempiendo così le lacune volutamente create dalla storiografia sabauda e dando un resoconto più dettagliato e attendibile degli avvenimenti. La biografia del re sfuma nella nebbia delle dichiarazioni ufficiali sulla sua instabilità mentale, dovuta ad un “colpo apoplettico” che lo aveva colpito tempo prima.
Lo storico ridisegna la figura della Canalis sia storicamente che letteralmente; infatti nel libro vi è il ritratto fatto eseguire da Ogliaro sulla base delle descrizioni rinvenute.
Inoltre il libro è scritto con un ritmo ed uno stile coinvolgente che lo fanno diventare un romanzo nel senso migliore e manzoniano del termine.
Silvia Baratto

Il Comune valuta
l’acquisto del Castello

Posted by Redazione On settembre - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Il Consiglio comunale si è riunito in sessione straordinaria sabato 3 settembre. Fra gli altri punti all’ordine del giorno si è discusso dell’autorizzazione alla trattativa per l’acquisto dell’immobile denominato “Castello”. Esso è di proprietà di privati, ma si è deciso comunque di sottoporlo alla perizia d’un geometra per valutarne il valore, in vista di un possibile acquisto da parte del Comune.
Il capogruppo di “Rinnova Alice”, Franco Salussolia, commenta: «Il sindaco e la maggioranza hanno proposto di iniziare la trattativa con i privati proprietari dell’immobile per acquistarlo per conto del Comune. La maggioranza è d’accordo, tant’è che l’iniziativa va avanti. Noi come Rinnova Alice ci siamo astenuti semplicemente perché non esiste un piano economico di spesa (che noi riteniamo imponente) sia per l’acquisto che per i necessari lavori di sistemazione. Di fronte a questa mancanza, anche indicativa, non abbiamo ritenuto di autorizzare l’iniziativa, dichiarandoci comunque disponibili a rivalutare il tutto di fronte a precise valutazioni finanziarie”. Salussolia ricorda inoltre che è avvenuta «la bocciatura, sia da parte della minoranza che da parte della maggioranza del Bilancio 2011 della “Comuni Riuniti”, società di servizi per l’acqua e le fognature».
Sul possibile acquisto del Castello interviene anche il consigliere Luigi Averono, membro della maggioranza. Egli si pone su di una posizione di prudenza ed attesa. Il consigliere dichiara che, prima di prendere una posizione in merito, preferirà attendere i risultati della perizia richiesta dal Consiglio. Però Averono osserva che il momento economico nazionale è critico e che potrebbe essere rischioso investire forti sommi nell’acquisto del Castello, il quale probabilmente avrebbe bisogno inoltre anche d’una ristrutturazione. In precedenza, già l’assessore alla cultura Lodovico Ellena aveva espresso il suo augurio che il Comune potesse acquistare il Castello e poi riportarlo all’originario splendore tramite un’opera di restauro, aggiungendo però che tale iniziativa avrebbe comunque dovuto essere vagliata con attenzione, per i suoi costi.
Marco Vigna

Verso le elezioni: le forze politiche
al lavoro su liste e programmi

Posted by Redazione On settembre - 19 - 2011 ADD COMMENTS

Com’era prevedibile, il “dopo San Grato” dell’anno preelettorale porta i primi brusii sulle candidature alle amministrative di primavera. Il futuro Consiglio municipale, comunque, in forza dei tagli operati dal Governo per i piccoli Comuni sarà numericamente ridotto rispetto ai 17 membri che lo compongono oggi.
Il tentativo di Rinascita Saluggese di instaurare un dialogo con i gruppi di minoranza di area Pdl, culminato nell’annuncio del sindaco uscente Marco Pasteris a «fare, eventualmente, un passo indietro», non pare aver riscosso tutto quell’entusiasmo; persi in questi anni diversi pezzi lungo la strada, assodato che il vicesindaco Costanzo Rosa non intende ricandidarsi, si cercherà di formare una lista di area leghista – il partito di Bossi è l’attuale “casa politica” dell’irrequieto Pasteris – “pescando” anche nella Consulta Frazionale recentemente costituita a supporto della Giunta.
Il berlusconiano Gruppo Misto (Renato Bianco, Ferdinando Anselmino e Giovanni Caglioti), formazione nata nel corso della consiliatura, sta lavorando sottotraccia per una propria lista, mentre Libero Farinelli (Insieme per la nostra gente) ha le idee chiare ma renderà nota la sua strategia non prima di Natale.
Comunità Saluggese da mesi sta predisponendo il programma e riunirà direttivo e simpatizzanti nei prossimi giorni, ma è ormai evidente che a guidare la lista sarà l’attuale capogruppo – e segretario del Pd – Paola Olivero.
C’è poi un nuovo gruppo che sta pensando di presentarsi alle elezioni come lista civica, candidando a sindaco Piero Perolio, artigiano e animalista.
Insomma: c’è ancora qualche mese di tempo, ma già si preparano liste e programmi. E anche stavolta, probabilmente, le elezioni si vinceranno con meno del 50% dei voti.

Si barrica in Municipio con un ostaggio
Dopo un’ora di trattativa si arrende

Posted by Redazione On settembre - 14 - 2011 ADD COMMENTS

Pomeriggio di tensione a Saluggia, quando due ufficiali giudiziari si sono recati nella macelleria Ottino di piazza del Municipio per un pignoramento. Il titolare, il 46enne Mario Ottino, armato di pistola – che si è rivelata poi essere una scacciacani – ha sparato un colpo verso l’alto. Uno dei due ufficiali è riuscito a fuggire; Ottino ha preso in ostaggio l’altro e l’ha portato con sè in Municipio, al primo piano dell’edificio.

Mario Ottino viene condotto fuori dal Municipio

Dopo una trattativa durata più di un’ora, mentre la piazza si riempiva di auto dei Carabinieri e della Polizia (e di saluggesi preoccupati), e dopo aver affidato al sindaco una lettera per il presidente Berlusconi, Ottino ha consegnato la pistola («davanti a Dio, comandante, le dico che non avrei fatto male a nessuno; questa non ammazza neanche i moscerini», ha detto) e si è arreso alle forze dell’ordine. Caricato su un’auto dei Carabinieri è stato condotto in carcere a Vercelli.


Tagli ai piccoli Comuni?
Un risparmio irrisorio

Posted by Redazione On settembre - 8 - 2011 ADD COMMENTS

Anche Maglione è stata lambita dalla scure che l’articolo 16 della manovra finanziaria varata per decreto dal Governo ha posto sul capo dei comuni con popolazione pari o inferiore ai mille abitanti.
Inizialmente il provvedimento prevedeva l’obbligo per i comuni confinanti e della stessa provincia – se insieme avessero raggiunto i 5000 abitanti – di dare vita ad un’unione municipale per l’esercizio associato delle funzioni amministrative e dei servizi pubblici di propria spettanza.
Nel caso di Maglione (467 abitanti, dato 2010), Borgomasino (845) e Vestigné (834) l’unione non poteva essere realizzata per inferiorità numerica rispetto alla soglia richiesta.

Il municipio di Maglione

Seppure i tagli ai Comuni siano stati ridotti dalla correzione apportata alla manovra attualmente all’esame del Parlamento, la situazione resta incerta e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) ha chiesto un incontro al Governo per discutere di misure dei tagli, stralcio dell’intero articolo 16, restituzione dell’autonomia di organizzazione dei servizi, temi ancora attualissimi.
Il sindaco di Maglione, Mirco Rosso, rileva che il risparmio legato all’accorpamento sarebbe irrisorio: nei comuni fino a 1000 abitanti il sindaco può percepire al massimo 1300 euro, il 50% il vicesindaco. Inoltre gli amministratori maglionesi decisero in sede di bilancio di non riscuotere i gettoni di presenza loro spettanti.
Il vicesindaco Pier Giacomo Ferraro, con delega alla scuola e al welfare, fa eco al primo cittadino sottolineando un’ulteriore tendenza all’accorpamento forse meno evidente ai cittadini, che riguarda i consorzi socio-assistenziali, e conclude: «Perderemo i riferimenti precisi e gli interlocutori competenti che invece ora abbiamo».
Claudia Carra

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