Tagli ai piccoli Comuni?
Un risparmio irrisorio
Anche Maglione è stata lambita dalla scure che l’articolo 16 della manovra finanziaria varata per decreto dal Governo ha posto sul capo dei comuni con popolazione pari o inferiore ai mille abitanti.
Inizialmente il provvedimento prevedeva l’obbligo per i comuni confinanti e della stessa provincia – se insieme avessero raggiunto i 5000 abitanti – di dare vita ad un’unione municipale per l’esercizio associato delle funzioni amministrative e dei servizi pubblici di propria spettanza.
Nel caso di Maglione (467 abitanti, dato 2010), Borgomasino (845) e Vestigné (834) l’unione non poteva essere realizzata per inferiorità numerica rispetto alla soglia richiesta.
Seppure i tagli ai Comuni siano stati ridotti dalla correzione apportata alla manovra attualmente all’esame del Parlamento, la situazione resta incerta e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) ha chiesto un incontro al Governo per discutere di misure dei tagli, stralcio dell’intero articolo 16, restituzione dell’autonomia di organizzazione dei servizi, temi ancora attualissimi.
Il sindaco di Maglione, Mirco Rosso, rileva che il risparmio legato all’accorpamento sarebbe irrisorio: nei comuni fino a 1000 abitanti il sindaco può percepire al massimo 1300 euro, il 50% il vicesindaco. Inoltre gli amministratori maglionesi decisero in sede di bilancio di non riscuotere i gettoni di presenza loro spettanti.
Il vicesindaco Pier Giacomo Ferraro, con delega alla scuola e al welfare, fa eco al primo cittadino sottolineando un’ulteriore tendenza all’accorpamento forse meno evidente ai cittadini, che riguarda i consorzi socio-assistenziali, e conclude: «Perderemo i riferimenti precisi e gli interlocutori competenti che invece ora abbiamo».
Claudia Carra









