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BORGO D’ALE: Una conferenza sulla lotta alla batteriosi del kiwi

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BORGO D’ALE: Una conferenza sulla lotta alla batteriosi del kiwi

BORGO D’ALE. (s.b.) Mercoledì 5, con gli esperti del Settore Fitosanitario della Regione. Organizza la cooperativa Borgofrutta. La malattia si è manifestata per la prima volta nel 2010 e si è diffusa rapidamente e con particolare virulenza.

Mercoledì 5 febbraio alle 10 nella biblioteca civica comunale (ex chiesa di san Francesco) si terrà una conferenza sul tema della batteriosi del kiwi. Interverranno Giacomo Michelatti, responsabile del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, e la sua collega Chiara Morone. L’incontro è organizzato dalla cooperativa Borgofrutta in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Un altro incontro sul medesimo tema s’era già tenuto in paese nel 2011. In quell’occasione Gianni Fiuscello, coltivatore di actinidie ed allora presidente di Legambiente borgodalese e vicepresidente della cooperativa Borgofrutta, introducendo la conferenza aveva avuto modo di ricordare l’importanza centrale della coltivazione di tali piante nell’economia agricola del comprensorio e la pericolosità della malattia. L’area di Borgo d’Ale è infatti conosciuta ed apprezzata per la produzione di kiwi ossia actinidie, oltre che d’asparagi e di pesche.

La batteriosi dell’actinidia è una malattia ad elevato rischio per le piante causata dal batterio Pseudomonas syringae actinidiae, che si è manifestata per la prima volta in Piemonte nel 2010 e si è diffusa rapidamente e con particolare virulenza. Quest’epidemia dei kiwi in Italia è comparsa dapprima nel Lazio, regione dove ha letteralmente cancellato il kiwi a polpa gialla e posto gravi problemi alla sopravvivenza di quello a polpa verde, per poi giungere anche nella regione piemontese, ove ha avuto particolare diffusione in provincia di Cuneo, ma venendo segnalata anche a Viverone ed arrivando infine anche a Borgo d’Ale.

Esistono una serie di misure di prevenzione di carattere generale, consistenti anzitutto nel tentare di mantenere gli alberi in ottime condizioni di salute, il che rende più difficile il contagio. In primo luogo si deve creare un microclima sfavorevole al batterio, con pratiche come il preferire sistemi d’irrigazione a goccia, effettuare una potatura invernale ed una potatura verde che consentano un buon arieggiamento, tagliare periodicamente l’erba, mantenere aperte le reti antigrandine in periodi in cui non sono necessarie. In secondo luogo si deve ricercare il cosiddetto equilibrio vegetativo delle piante per renderle meno soggette alle aggressioni del morbo, fornendo un apporto nutrizionale adeguato in azoto, fosforo e potassio, limitando l’uso dei fitoregolatori (che aumentano la dimensione delle cellule), evitare di lasciare con la potatura invernale cariche superiori alle 100-120 gemme per metro lineare.

Il Settore Fitosanitario regionale svolge attività di vigilanza sull’attuazione delle misure di emergenza ed effettua indagini e sopralluoghi, anche avvalendosi di tecnici operanti sotto il suo controllo, per verificare l’andamento della presenza della batteriosi sul territorio piemontese. È certo che il contagio si trasmetta con l’innesto di tralci contagiati o l’impiego di strumenti di lavoro infettati da piante malate, mentre è dubbio che i pollini abbiano un ruolo. Pertanto, assieme ai vivaisti ed al servizio fitosanitario della Regione Piemonte, la cooperativa borgodalese dei kiwi ha preso da anni a sottoporre ad un attento controllo tutte le piantine che entrano nel proprio territorio. Qualora appaia la malattia, facile da riconoscersi per i suoi sintomi, (macchie nere sulle foglie e gocce color sangue sul tronco), occorre agire con tempestività, per impedire che si diffonda, creando inoltre una sorta di cordone sanitario attorno al focolaio. Fra le misure proposte per contenere la diffusione si prevede di segnare le piante che presentano sintomi riconducibili alla batteriosi ed amputarle dalle parti colpite, accumulare in loco le parti asportate, cospargerle di calce e coprirle con telo plastico trasparente, oppure in alternativa bruciarle o seppellirle a grande profondità ecc. Non vi è comunque alcun pericolo per l’uomo, poiché il batterio non attacca gli esseri umani. Inoltre esso fa avvizzire i frutti o ne impedisce la crescita, cosicché quelli che giungono sul mercato sono sani. Esistono inoltre controlli rigorosi sulla qualità dei prodotti. Riguardo alla situazione di Borgo d’Ale, informa Fiuscello: «La batteriosi ha fatto la sua comparsa in maniera consistente la primavera scorsa, grazie anche a una stagione fredda e piovosa. Poi per fortuna è arrivata un’estate calda e secca, che l’ha completamente bloccata. Ricordo che oltre i 25 gradi il batterio smette di proliferare. Adesso l’incognita è per il prossimo risveglio vegetativo: si risveglierà anche la malattia?».

Marco Vigna

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