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A un agricoltore verruese, che coltivava da anni un appezzamento di 25 giornate, non è stato rinnovato il contratto

Le canne cresceranno su terreni del Comune

Delibera di Giunta: lì verrà piantata l'arundo donax. Allegranza: c'è una ditta cxhe offre il triplo. Ma forse si bandirà un'asta pubblica

Franco Allegranza

Crescentino. (s.b.)      Ogni 4 anni il Comune rinnova i contratti per gli agricoltori che utilizzano i terreni comunali.    Anche quest’anno una decina di agricoltori ha presentato la domanda di rinnovo che è stata accettata per tutti tranne che per un solo coltivatore, Eugenio Masoero di Verrua Savoia.

    La Giunta ha deliberato che per i lotti di terreno precedentemente affittati a Masoero, situati all’Isola dei Galli per un’estensione di 25,8 giornate piemontesi, “si intende procedere alla stipula di apposita convenzione per la coltivazione dell’arundo donax”.

    Rabbia e stupore sono state le reazioni di Masoero, che lavora quel terreno da circa vent’anni.    « Quando mi è stato assegnato – spiega l’agricoltore verruese – era un ex pioppeto, una ceppaia che ho bonificato e risistemato con il mio lavoro.

    Dopo l’alluvione del 2000 si ritrova a dover ricominciare « e per farlo ho lavorato ed ho speso circa 20 mila euro che non mi sono stati riconosciuti dalla Provincia ».    Nel 2010, « dopo San Martino, mi è arrivata una lettera che mi chiede di lasciare liberi subito i terreni, che io avevo già arato e preparato ».    Il primo passo è stato chiedere al Comune una spiegazione « che però non mi è stata data; vorrei sapere con chiarezza perché sono stato l’unico a cui non hanno rinnovato il contratto ».

    « I contratti – spiega il vicesindaco Allegranza – sono scaduti l’11 novembre e sono stati rinnovati senza problemi laddove vi fosse un unico richiedente o si trattasse di terreni interclusi, quindi posti all’interno delle proprietà degli affittuari.    L’Ufficio Patrimonio del Comune ha effettuato una revisione degli affitti e li ha aumentati di circa il 20% ».

    Nel caso in questione, invece, a novembre si è presentata una ditta, che intendeva coltivare arundo donax, che offriva il triplo dell’affitto, « per cui l’indirizzo della Giunta è stato quello di andare in questa direzione ».

    Al momento si sono presentate altre ditte, interessate perché producono cippato.

    Gli uffici stanno seguendo questa vicenda e dovranno decidere se proseguire con il progetto della coltivazione delle canne (come deliberato dalla Giunta) o se procedere a un’asta pubblica; in questo caso Eugenio Masoero potrà far valere il diritto di prelazione.    « È anche da tenere in considerazione – osserva ancora Allegranza – che si tratta di terreni golenali, fertili, ma soggetti ad inondazione, per cui una coltivazione come il mais non è forse la più adatta.    L’amministratore comunale – conclude il vicesindaco – deve amministrare bene il Comune e cercare di guadagnare il più possibile sui patrimoni disponibili, come fa un padre di famiglia, senza penalizzare nessuno ». --------- Stipulata con la For-Energy di Vigevano La convenzione di Verrua Verrua Savoia. (s.b.) Mentre il Comune di Crescentino non rinnova l’affitto del terreno citando in delibera una “apposita convenzione” che non ha ancora stipulato, il Comune di Verrua Savoia ha invece firmato un accordo per la coltivazione dell’arundo donax.    A novembre è stata creata una Commissione agricoltura che si occuperà anche della gestione dei terreni comunali, che tra collinari e golenali raggiungono le 500 giornate piemontesi, ovvero circa 200 ettari, gestite in parte direttamente dal Comune ed in parte assegnate ad agricoltori.    Un centinaio sono boschi collinari e l’altro terreni golenali.

    La scelta della Commissione è stata di diversificare le coltivazioni: una parte in affitto, una parte a pioppeto gestito direttamente dal Comune e un’altra gestita da una ditta che ha vinto una gara, una parte per l’arundo donax.

    Una società incaricata dalla IBP, la For-Energy di Vigevano, ha proposto questa coltivazione; il terreno non è stato affittato, ma verrà gestito dal Comune, mentre la ditta taglierà e ritirerà la canna.

    La scelta è caduta su un appezzamento di circa 15 ettari golenali che erano stati impiantati a pioppeto; quest’anno gli alberi sono stati tagliati ed ora il terreno era in attesa di destinazione.    Già prima, fa rilevare il sindaco Giuseppe Valesio, non era utilizzato per produzione alimentare.    Il contratto di fornitura si basa su un minimo garantito, più basso per il primo anno, calcolato sulla produzione media – 35 tonnellate ad ettaro – per quelli seguenti.    Le eventuali tonnellate eccedenti saranno pagate a parte.    Secondo i calcoli dell’Amministrazione il Comune incasserà circa 450 € ad ettaro.

    E’ allo studio un ulteriore passaggio che può avvantaggiare le aziende zootecniche locali.    L’Amministrazione sta infatti pensando di indire un bando per assegnare ad un’azienda la possibilità di distribuire su questo terreno i propri liquami eccedenti, secondo quanto stabilito dalle normative europee sulla concentrazione di nitrati nei terreni.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] (pag. 7 del 1-feb-2011)
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