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La Provincia è d’accordo, l’Arpa – rilevata la contaminazione – chiede un monitoraggio della falda

Per la bonifica del sito ex Teksid a Crescentino accettata la “riperimetrazione per comparti”

Crescentino. (u.l.)      La Provincia di Vercelli il 9 agosto scorso ha espresso parere favorevole alla “riperimetrazione per comparti” dell’area ex Teksid, chiesta dalla ditta Ilvo srl e funzionale, escludendo dal procedimento ambientale i comparti in cui non vi è presenza di inquinamento, a un suo riutilizzo a fini industriali.

    In alcune aree – la D (D1, D2 e D3), la B2 e la CF1 – proseguiranno le indagini ambientali finalizzate alla progettazione degli interventi di bonifica e messa in sicurezza permanente, dove necessari.    Una parte del sito ex Teksid è di proprietà della Ilvo, mentre un’altra porzione è ancora della Teksid spa.

    « L’area dello stabilimento denominata “comparto D” – precisa il Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl di Chivasso con nota del 4 agosto –, fatta eccezione per la porzione occupata dall’impianto di rigenerazione sabbie, è formata da un riporto di scarti delle precedenti lavorazioni industriali confi gurabili come rifiuto.    Di tale materiale non è ancora stata effettuata una precisa caratterizzazione ».     « La possibilità, successivamente all’effettuazione di test di cessione, di utilizzarlo per rilevati e ripristini ambientali o di lasciarlo in sito » incontra « notevoli perplessità » da parte dell’Asl: « detti rifiuti dovrebbero invece essere asportati e smaltiti presso impianti all’uopo autorizzati ».

    Nel settore D1 « al di sotto del citato riporto di terre e sabbie di fonderia è presente terreno contaminato da idrocarburi pesanti, e ciò rende ancora più opportuna la rimozione di detti rifiuti ».    Per quanto riguarda il comparto B1, l’Arpa con nota del 16 agosto rileva che « al suo interno è presente un’area attualmente contaminata (suolo/sottosuolo e falda freatica), e propone – a scopo cautelativo – che « sia previsto un monitoraggio della falda freatica in almeno due piezometri localizzati a valle del sito ex Teksid rispetto alla direzione di deflusso della falda ».

    Per la consulenza tecnica e procedurale nell’ambito delle attività di cartterizzazione ambientale, bonifica e riutilizzo dell’area industriale ex Teksid, il Comune di Crescentino si avvale della società Golder Associates srl.    All’offerta del 26 ottobre 2009, accettata con determina del 26 febbraio 2010, a giugno ha fatto seguito un’integrazione dell’offerta, con cui la Golder Associates ha chiesto al Comune altri 3 mila euro per partecipare agli incontri tecnici con Arpa e Provincia e alla Conferenza dei Servizi.

    Un’integrazione di offerta è pervenuta anche per l’aspetto della consulenza urbanistica, affidata allo Studio AF (architetti Giovanni Alifredi e Alex Fubini) di Pinerolo; lo Studio Af ha proposto al Comune di proseguire l’incarico attraverso un onorario a vacazione con un costo onorario di 50 € (IVA e oneri previdenziali esclusi) per ogni ora o frazione di ora.

Era esposto a fattori di rischio?
« Mio padre, morto da poco, lavorava alla Teksid: ora fatemi vedere i dati sulle sostanze inquinanti »

Crescentino. (u.l.)  Il signor R.T. di Trino, mancato qualche anno fa, ha lavorato per molti anni nel reparto finitura della Teksid di Crescentino.    I suoi figli hanno letto su la Gazzetta che presso il sito ex Teksid è in corso la bonifica da inquinanti e hanno chiesto al Tribunale di Vercelli di accertare se, nel periodo in cui il loro congiunto lavorava in quello stabilimento, sia stato esposto a fibre di amianto o ad altri possibili fattori di rischio che hanno potuto causare la malattia che l’ha portato alla morte.

    Il giudice per le indagini preliminari Potito Giorgio, con ordinanza del 10 giugno scorso, ha respinto la richiesta di archiviazione depositata dal Pubblico Ministero e ha dato sei mesi di tempo al Pm per « accertare, mediante apposita consulenza tecnica, se vi sia nesso causale tra la patologia da cui è derivata la morte di R.T. e l’esposizione ad amianto o ad altri possibili fattori di rischio ».    Nel frattempo i figli di Tessarin hanno scritto prima all’Arpa e poi al Comune di Crescentino – titolare, quest’ultimo, del procedimento di bonifica – per avere i dati sulle sostanze inquinanti rilevate nell’area ex Teksid.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 24 del 1-set-2010 )
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