Mazzè. Quella che doveva essere una tranquilla giornata di festa e di relax, ha seriamente rischiato di tramutarsi in tragedia per la famiglia Mattiello di Cavagnolo, che aveva deciso di passare la giornata di mercoledì 2 giugno a spasso in bicicletta.
I quattro – mamma, papà e due figli – erano partiti da San Sebastiano Po e, dopo aver attraversato Saluggia, si stavano dirigendo verso Rondissone sulla SP11. A quel punto, l’incidente. Erano circa le 13 quando, all’altezza del ponte sulla Dora Baltea, una Volkswagen Touran nera guidata da G.F., 61 anni, di Livorno Ferraris, che procedeva – sicuramente ad alta velocità – nella medesima direzione ha colpito in pieno la figlioletta Matilde di 10 anni con la sua bicicletta, scaraventandola a circa una trentina di metri di distanza sull’altra corsia.
Solo la prontezza di riflessi del guidatore dell’auto che stava arrivando dalla direzione opposta, che è riuscita a fermarsi l’autovettura a pochi metri dal corpo della ragazzina sull’asfalto, ha evitato il peggio.
Immediati i soccorsi per
i quali è stato necessario
chiudere temporaneamente
la strada. Sul posto, viste
le condizioni della bambina,
è stato chiamato l’elisoccorso
che l’ha trasportata
al Regina Margherita
di Torino dove è stata ricoverata
in rianimazione.
Sono intervenute anche
due pattuglie dei Carabinieri
e una della Polizia
Stradale di Chivasso per i
rilevamenti. Rimane ancora
da chiarire l’esatta dinamica
dell’incidente.
« Ora, dopo una settimana
in rianimazione, la
bambina sta meglio – ha
confermato il padre – e
risponde alle cure dei medici.
Per fortuna muove
braccia e gambe e questo
esclude danni alla spina
dorsale. Le sono comunque
stati diagnosticati diversi
ematomi cerebrali
che speriamo si riassorbano
in fretta e non lascino
nessuna conseguenza ».
« Vorrei ringraziare – continua con la voce rotta dalla commozione – tutte le persone presenti che ci hanno aiutato in quei momenti drammatici. Sono stati fantastici: c’era chi si è preso cura di mio figlio mentre ero a disposizione delle forze dell’ordine – la mamma era insieme alla ragazzina investita sull’elisoccorso – chi ha portato acqua e viveri, chi ha portato ombrelli per ripararci dal sole cocente. Insomma, ringrazio tutti. Ci ha colpito profondamente – osserva con amarezza – l’indifferenza e la mancanza di responsabilità di alcune persone. Chi ha investito mia figlia non è mai venuto a trovarla di persona in ospedale ma ha demandato questo compito ad alcuni suoi conoscenti. Anzi ci è stato detto che gli investitori potrebbero intentare una causa nei nostri confronti per l’incidente. Non ho parole. Speriamo – ha concluso il padre – che la piccola si riprenda alla svelta e che sia pronta per la prossima stagione scolastica ».
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