Roma.
(r.n.)
I Verdi hanno diffuso
nei giorni scorsi una lista di siti destinati
a ospitare centrali nucleari in
Italia, affermando che sono il frutto
di un accordo stipulato il 19 novembre
scorso tra ENEL e la sua omologa
francese Edf.
L’elenco è il seguente: Monfalcone
(Friuli Venezia Giulia), Chioggia
(Venezia), Caorso (Emilia Romagna),
Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino
(Toscana), San Benedetto del Tronto
(Marche), Montalto di Castro e Latina
(Lazio), Termoli (Mol ise), Mola
di Bari (Puglia) o un sito tra Nardò e
Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata),
Oristano (Sardegna) e Palma di
Montechiaro (Sicilia).
« ENEL e Edf – ha detto il portavoce
dei Verdi, Angelo Bonelli – consegneranno
la lista dei siti alcuni giorni dopo
l’insediamento dell’agenzia nucleare
italiana che avverrà successivamente
alle elezioni regionali ». « Il rallentamento
nell’istituzione dell’Agenzia
nucleare – ha aggiunto – è dovuto a
una precisa strategia del governo che
vuole assumere le decisioni solo dopo
le elezioni regionali per non danneggiarne
il risultato ».
ENEL non ha voluto commentare la notizia. Intanto mercoledì 10 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che definisce i criteri per la scelta delle aree adatte alla localizzazione delle nuove centrali nucleari. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha detto che i primi lavori per i cantieri cominceranno nel 2013, con l’obiettivo di produrre energia elettrica dal 2020. In basse alla leg ge che punta a reintrodurre il nucleare in Italia, dopo il referendum del 1987 che ha portato alla chiusura delle centrali, saranno gli operatori a proporre la localizzazione dei nuovi impianti alla costituenda Agenzia per l’energia nucleare.
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