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L’assessore regionale all’Angelini

Pentenero e la difficile gestione della scuola

Incontro con insegnanti e amministratori

Nicoletta Ravarino - Giovanna Pentenero

Crescentino. (s.b.)    Mercoledì 20 gennaio al teatro Angelini vi è stato un incontro con l’assessore regionale all’istruzione Giovanna Pentenero.    Molto scarso il pubblico, composto da insegnanti delle elementari e medie e da un nutrito gruppo di docenti dell’istituto Calamandrei.    Presenti il sindaco di Verrua Savoia, Beppe Valesio, e quello di Lamporo, Franco Raviolo.

    Introdotta dall’assessore comunale alla scuola Nicoletta Ravarino, la Pentenero ha brevemente esposto i problemi presenti al momento sul tavolo delle trattative per lasciare spazio al dibattito.    Il fulcro del suo discorso è stato il decentramento: le Regioni hanno per legge il diritto a gestire la scuola, ma la legislazione varata dal Ministero rende di fatto difficile se non impossibile la gestione.

    Infatti la Regione ha la competenza dell’offerta formativa, ma l’incongruenza sta nel non poter gestire il personale docente e non docente, per cui non si può effettivamente programmare la scuola sul territorio.    Si è arrivati a questo perché « la scuola è intesa come spesa pubblica e non come progetto formativo a cui concorre anche la famiglia »; è necessario un riassetto, ma deve toccare altri campi – la formazione e valutazione del corpo docente, le graduatorie – e non partire da una risistemazione prettamente economica che si riversa in modo astratto e disorganizzato sul territorio nazionale.

    In questi giorni le Province devono definire l’assetto scolastico territoriale in relazione ai criteri dati dalla regione Piemonte; casi come quello dell’accorpamento del Calamandrei alla sede di Santhià possono essere messi in discussione, ma occorre farlo prima che il piano provinciale giunga all’approvazione regionale.    Gli interventi sono venuti dal preside e da due docenti del Calamandrei: sono stati dialoghi molto tecnici che hanno ribadito la necessità di interventi ad hoc nelle diverse realtà territoriali.

    Raviolo, nella duplice veste di docente e sindaco, ha sottolineato chi vi sono anche problemi amministrativi che rendono di fatto eterogeneo l’ambito regionale, raccogliendo i consensi dell’assessore che ha sostenuto la necessità di omologare le direttive perché non vi siano più le disparità che oggi pesano molto su alcune regioni.    A suo parere occorre un “federalismo sostenibile”, ossia che tutte le regioni siano nelle stesse condizioni, quindi è necessario un riequilibrio anche economico che permetta ad un sistema scolastico “elefantiaco” e con strutture organizzative in buona parte “borboniche” di riorganizzarsi, senza raggiungere i livelli autonomistici di alcune Regioni che oggi sono quasi degli “Stati a sé”.

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