Livorno Ferraris.
"La voce del silenzio", splendida canzone
scritta negli anni Sessanta da Paolo Limiti
per Mina, apre tutti gli spettacoli dell’orchestra
della livornese Patrizia Joly. Classe 1960, una grinta da vendere che
fa impallidire le ragazzine, un diploma in
canto lirico, una passione viscerale per i
cantautori italiani (« soprattutto uomini,
fra le donne secondo me ci sono solo brave
interpreti », dice la cantante), fanno di
lei un’artista a tutto tondo.
Patrizia ha cominciato ad esibirsi giovanissima,
nei primi anni Ottanta, come voce del gruppo “I custodi del tempo”,
in collaborazione con un altro nome molto noto ai livornesi, Gianni
Ariagno. Lunga e variegata la sua gavetta, che l’ha portata ad cantare
fra pianobar, locali notturni e numerose orchestre, collaborando anche
con importanti realtà del liscio come Ennio Chendi ed il Gruppo Aliano,
fino al salto di qualità. Dopo tanta fatica, divisa fra gli impegni musicali
e quelli familiari, ha realizzato infatti il desiderio di arrivare ad avere una
formazione tutta sua: “Patrizia e la voce del silenzio” nasce nel 2000 come
orchestra di liscio, con un repertorio prettamente ballabile. Sono numerose le serate in cui Patrizia mette in luce le sue doti canore
ed interpretative, ricevendo sempre apprezzamenti e consensi da parte del
pubblico e partecipando a numerose manifestazioni in tutta Italia.
Attualmente
sono cinque i componenti della band: oltre alla cantante c’è il figlio
Christian Urrata alla batteria, a cui ha trasmesso la passione
per la musica,
ed altri tre musicisti che a rotazione accompagnano l’orchestra, a
seconda
della tipologia di spettacolo a cui partecipano. Dopo
una pausa di circa due anni, dovuta agli impegni lavorativi legata
alla sua nuova attività commerciale, l’eclettica livornese vuole
tornare
alla sua passione principale: il canto.
Una delle novità del nuovo corso è
l’accantonamento del repertorio liscio, che tanta fortuna le ha portato, a
favore di pezzi di grandi cantautori italiani e della musica leggera. Dopo
dieci anni di soddisfazioni e grandi emozioni, anche grazie allo sprone
del figlio Christian, Patrizia sta studiando e raffinando l’interpretazione in
sala prove di brani per realizzare cover dei Nomadi, Lucio Battisti, Lucio
Dalla e Francesco De Gregori. Fra i brani preferiti dall’artista c’è infatti "La
donna cannone", canzone che ama interpretare a modo suo, proprio in virtù
del fatto che quando una donna esegue brani maschili può liberamente
interpretarli senza troppo timore di un confronto con la versione originale.
La formazione è anche alla ricerca di un voce maschile che affianchi Patrizia sul palco, non esitando a confessare che fra i progetti futuri c’è quello di riformare un gruppo tutto livornese: « so che è difficile in quanto quasi tutti i musicisti e i cantanti della mia generazione fanno già parte di gruppi e di altre formazioni musicali – dice la Joly –, ma sarebbe bello vedere realizzato questo mio sogno, formando nuovamente una realtà musicale tutta livornese e soprattutto potermi esibire di nuovo di fronte al pubblico del mio paese », lanciando così l’appello a chi voglia collaborare con lei in questo nuovo corso della band.
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