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Dopo l’approvazione in Consiglio, “Alternativa Ciglianese” contesta i contenuti dello strumento urbanistico

Variante al Piano regolatore: minoranza critica

La maggioranza replica punto su punto ed esplicita le linee di sviluppo del paese

di Marco Stesina

Cigliano.   Piano regolatore sempre al centro del dibattito politico ciglianese.    Come già accaduto in passato, anche sul giornalino comunale di dicembre non è mancato il vivace botta e risposta tra maggioranza e minoranza.    La minoranza insiste con le critiche alla variante strutturale al piano regolatore approvata in Consiglio.

    La tesi di fondo è che dopo due anni di lavori e il pagamento di laute consulenze non si sia fatto ancora nulla in merito all’approvazione.    La maggioranza replica che per approvare il precedente Prgc ci sono voluti circa 15 anni e si è sostenuto un costo ingente, pertanto respinge le accuse di ritardi e costi eccessivi.    Altro punto contestato è la dimensione della variante: la tesi della minoranza è che lo strumento sia sovradimensionato in merito all’impegno di terreni per edificazione residenziale e industriale/artigianale.

    La maggioranza sostiene invece che il dimensionamento sia approvato da scelte strutturali che dovrebbero creare le condizioni di sviluppo per Cigliano e permettere il finanziamento di nuove infrastrutture (es. la tangenziale che unirà Moncrivello alla statale per Villareggia e corso D’Annunzio) con oneri di urbanizzazione a carico di coloro che costruiranno nelle aree ai lati della tangenziale.    La minoranza contesta poi vivacemente il mancato rispetto della superficie destinata ai servizi pubblici.    Per la maggioranza le aree destinate ai servizi sono state riadattate parzialmente, ma principalmente è stata confutata la tesi della Regione finalizzata a conteggiare 800 vani esistenti, dei quali si doveva tener conto nei calcoli delle aree destinate a servizi.

    Altro punto discusso animatamente, anche nell’ultimo consiglio comunale, è quello che il gruppo di “Alternativa Ciglianese” ritiene sia una mancanza di chiarezza sulla destinazione d’uso dell’area della cava Viazza.    Il gruppo guidato dal sindaco Corgnati replica come le informazioni sulla destinazione d’uso della cava fossero già presenti nel documento inviato in Regione, ma nelle controdeduzioni si è preferito fornire ulteriori dettagli.

    In conclusione due punti di vista diversi sul futuro di Cigliano, quello della minoranza preoccupato per una possibile trasformazione in negativo del paese, e quello della maggioranza che dice di puntare a rilanciare Cigliano concentrando le azioni su linee di sviluppo quali la produzione di energie alternative, la cura dell’ambiente, la valorizzazione del patrimonio monumentale e produttivo, la realizzazione di nuove infrastrutture e la costruzione di case di edilizia popolare.

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