Pianta rampicante originaria
dell’estremo oriente ma ormai,
da diversi anni, naturalizzata
anche in Italia e in Europa. La coltivazione non presenta
particolari difficoltà anche in
paesi relativamente freddi come
il nostro. Le piante sono a sessi
separati ( piante femminili e
maschili). Per consentire l’impollinazione
le piante femminili
possono essere anche sette con una sola maschile. I frutti sono fra i più
ecologici perché la pianta in genere non è trattata con fitofarmaci.
Il kiwi è il frutto in assoluto più ricco di vitamina C:
ne contiene
più del limone, dell’arancia e del peperone; ma attenzione, la
quantità
di vitamina C dipende molto dalla varietà e dalla permanenza
in magazzino. Il frutto grosso e più chiaro
contiene meno vitamina e
ne disperde dopo cinque mesi di conservazione anche il
50%. E’ da
preferire il frutto bruno più piccolo che è molto
più ricco di vitamina
ed in magazzino la mantiene quasi invariata. Grazie
alla combinazione di rame, ferro e vitamina C, questo frutto
risulta un antinfettivo naturale ed un buon antianemico.
Un solo
frutto al giorno può scongiurare raffreddore e influenza. Oltre al consumo normale se ne consiglia l’uso prolungato a chi soffre
di capillari deboli e predisposizione al sangue dal naso e dalle gengive,
è in grado di prevenire ed alleviare problemi circolatori, pesantezza alle
gambe, vene varicose, emorroidi, ipertensione. Il kiwi è anche un ottimo
mineralizzante: fissa il calcio nelle ossa per l’apporto sinergico di calcio,
fosforo e magnesio. Aiuta la crescita ed è un buon coadiuvante negli stati di
affaticamento psicofisico, nelle convalescenze, nelle gravidanze e nell’allattamento,
oppure, come preventivo, quando si è particolarmente vulnerabili
alle malattie infettive.
Protegge anche dai radicali liberi
ritardando l’invecchiamento
più dell’utilizzo di creme e integratori, riduce il colesterolo
ed
essendo anche dotato di una buona quantità di fibre, un frutto
al mattino
a digiuno regola l’intestino. Non è,
però, ben tollerato da tutti: alcune persone
lamentano reazioni allergiche (un po’ come avviene con le
fragole). Per beneficiare delle sue proprietà
il consumo del kiwi non deve
essere massiccio e sporadico, bensì limitato quantitativamente
ma costante
e protratto a lungo nel tempo (anche un solo frutto al giorno
ma per tutto l’inverno). I frutti si possono
consumare allo stato naturale,
in macedonia, frullati o in sorbetti e gelati. Ottima
è la crostata. Ora è anche di moda
accompagnarlo agli affettati come antipasto.
Risotto al kiwi. Rosolare sedano, carota e cipolla tagliati a dadini, aggiungere il riso, insaporire per un minuto e sfumare di vino bianco. Coprire con brodo vegetale caldo e ultimare la cottura a pentola coperta senza mai mescolare. Se si asciuga troppo mettere ancora un po’ di brodo. Il kiwi si aggiunge a fine cottura tagliato a dadini: un kiwi ogni due persone. Mescolare e servire subito senza formaggio.
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