Si è appreso nei giorni
scorsi che il premier Silvio
Berlusconi attraverso i suoi
legali ha chiesto a la Repubblica,
il quotidiano diretto
da Ezio Mauro, un risarcimento
di un milione di
euro per le “dieci domande”
(sui suoi rapporti con
la giovane Noemi Letizia,
sulle ballerine aviotrasportate
a Villa Certosa con
voli di Stato, sulle prostitute
che frequentano Palazzo
Grazioli, ecc.) che il giornale
da mesi gli rivolge, riproponendole
ogni giorno,
e alle quali lui non intende
rispondere, ritenendole
diffamatorie.
Nel nostro piccolo, ci è
accaduta una cosa simile. Il
sindaco di Saluggia, Marco
Pasteris, ci ha fatto pervenire
un atto di citazione
con la richiesta di mezzo
milione di euro (anzi, un
po’ di più: 504 mila) quale
risarcimento danni per
quello che abbiamo scritto
di lui su la Gazzetta.
La similitudine fra le
due situazioni termina qui.
Berlusconi è irritato da
Repubblica per ciò che quel
giornale scrive a proposito
della sua vita sociale e sessuale:
le frequentazioni con
una minorenne, i festini
con le escort, la moglie che
ha chiesto la separazione.
Pasteris, invece, è irritato
con la Gazzetta – che, nonostante
le tante chiacchiere
che si sentono in paese,
non ha mai scritto una riga
sulla sua vita privata, né
mai la scriverà – per come
il suo direttore affronta argomenti
di interesse pubblico,
e per come valuta
decisioni che lui ha assunto
in qualità di sindaco e che
hanno effetti concreti sulla
collettività. In primis quelle
sui rifiuti radioattivi.
I legali del sindaco sostengono che gli articoli
pubblicati da la Gazzetta gli avrebbero
causato, oltre che rabbia e frustrazione,
anche « sofferenze psichiche »: il quadro medico
generale di Marco Pasteris – spiegheranno
in aula i testimoni Emilio Pasteris, Piera Fasolo
e Cinzia Basso - « ne è uscito compromesso,
anche sotto il profilo psichico ed emotivo », tanto
che – come testimonieranno Riccardo
Celidonio, Costanzo Rosa, Lucia Pizzo e
Riccardo Bracco – gli articoli de la Gazzetta
avrebbero « compromesso notevolmente la vita politica
e relazionale del signor Pasteris », « incidendo
negativamente sul suo modo di rapportarsi con gli
altri, sia all’interno dell’amministrazione comunale
e provinciale sia all’esterno ».
Ovviamente noi siamo tranquillissimi:
non ci facciamo intimidire (perché, è chiaro,
una richiesta del genere al direttore di
questo giornale ha un solo obiettivo: farlo
tacere) e avremo modo di dimostrare al
giudice che le affermazioni che ci vengono
contestate poggiano su motivazioni forti e
documentate. In Tribunale si scontreranno
due concezioni di giornalismo: quella che
considera la stampa “cane da compagnia”
del potere, e quella che invece ritiene che
la stampa debba essere, nei confronti del
potere, “cane da guardia”.
Al di là della vicenda giudiziaria, un fatto
va però sottolineato fin d’ora. Sia in Municipio
a Saluggia che in Provincia a Vercelli
si stanno dibattendo temi molto delicati,
e si delibera su questioni importanti che
riguardano la vita di tutti i cittadini: per
questo è fondamentale che le persone che
decidono siano psichicamente ed emotivamente
equilibrate.
Ci sembra quindi
opportuno – quasi un dovere civico, nell’interesse
della collettività da lui amministrata – informare i consiglieri comunali e provinciali
che Pasteris è un soggetto « border line »
che – si badi: lo affermano i suoi avvocati,
non lo diciamo noi – ha un « quadro medico
compromesso sotto il profilo psichico ed emotivo », e
ciononostante continua a rivestire incarichi
di responsabilità nelle due Amministrazioni. Oppure – è l’altra possibilità, tertium non
datur – Pasteris è un soggetto che, in un atto
di citazione depositato in Tribunale, racconta
frottole sulla sua salute psichica al
solo scopo di spillare soldi e far chiudere un
giornale scomodo.
Sull’entità della richiesta (suddivisa in più
voci: per esempio, Pasteris chiede 56 mila
euro solo come “danno patrimoniale per
spese elettorali”...) non diremo, in questa
sede, nemmeno una parola. Ma il fatto che
Silvio Berlusconi – premier di un Paese di
sessanta milioni di abitanti – chieda un milione
di euro a la Repubblica mentre Marco
Pasteris – sindaco di un paese di quattromila
anime – ne chiede mezzo al direttore de la
Gazzetta può significare solo due cose: o che
la Gazzetta vale quanto mezza Repubblica,
o che Pasteris è convinto di valere quanto
mezzo Berlusconi. Quindi, delle due l’una:
o questo giornale è fortemente sottocapitalizzato
rispetto al suo valore reale, oppure
è il caso di chiamare subito gli infermieri.
Umberto Lorini
direttore@lagazzetta.info
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