Livorno Ferraris.
(r.l.) La Pubblica Assistenza Livornese,
sotto la guida e
l’organizzazione dell’Anpas,
ha inviato in aiuto alle
popolazioni abruzzesi colpite
dal terremoto tre volontari:
Gino Siclari, 25
anni, Cristian Urrata 23
anni e il veterano del gruppo,
Sergio Campanello, di
69 anni.
I volontari hanno collaborato
con la Protezione
Civile, l’Anpas, i Vigili
del Fuoco e l’associazione
Arma dei Carabinieri in
due comuni della provincia
de L’Aquila: Acquasanta
e Barisciano. I volontari Campanello
e Urrata hanno prestato
servizio presso il campo
di Barisciano dal 3 al
10 luglio, mentre Siclari
presso il campo di Acquasanta
presso lo stadio de
L’Aquila Rugby dall’11 al
18 luglio. I volontari sono partiti
da Grugliasco dalla sede
dell’Anpas, che ha messo
a disposizione i mezzi per
la trasferta in Abruzzo,
insieme ad altri volontari
provenienti da svariate associazioni
del Piemonte. I
volontari hanno ricoperto
mansioni diverse: a Barisciano, Campanello e Urrata
si sono occupati rispettivamente
dei bambini dai
3 agli 8 anni e dei ragazzi
dagli 8 ai 15/16 anni per
un totale di una trentina
tra bambini e ragazzi.
Come spiegato da Campanello,
i volontari avevano
il compito di seguire i
bambini nelle diverse attività
divise fra giochi, giornate
in piscina, totalmente
approntata dai volontari,
passeggiate e merende. Il volontario Siclari ha
prestato servizio nel campo
base di Acquasanta dove si
è occupato del magazzino,
cioè impegnato nella distribuzione
di ciò che era
necessario alle famiglie che
abitano nelle tende: circa
400 persone, più un centinaio
di volontari.
Ma il contributo dei livornesi
in favore delle popolazioni
abruzzesi è poi
continuato con Fabio Lizza
di 22 anni, che ha preso
parte alle operazioni di aiuto
alle popolazioni colpite
presso il campo base di Barisciano
dal 17 al 24 luglio:
per lui, che fa parte dell’Associazione
Fuoristradistica
piemontese, mansioni da
elettricista, magazziniere
con una giornata trascorsa
presso la caserma Coppito
a L’Aquila, oltre al censimento
della popolazione
ancora residente nel campo
base di Barisciano.
L’esperienza è stata positiva: tutti i volontari hanno detto che vorrebbero tornare poiché le cose da fare sono molte e nei campi c’è grande collaborazione tra le diverse associazioni. Si è creato un grande spirito di gruppo tra persone provenienti da diverse associazioni di Piemonte, Lombardia, Toscana e Liguria, nonostante le circostanze in cui si operava; i volontari livornesi infatti hanno raccontato di interi paesi distrutti come Barisciano, le poche abitazioni ancora in piedi sono gravemente danneggiate.
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