Il Movimento Valledora è nato il 7
novembre 2007 dall’unione di alcuni
comitati locali preesistenti: il Gruppo
ambiente alicese, che raccoglie anche
l’adesione di cittadini da comuni vicini,
quale quello di Borgo d’Ale; il Comitato
per la Tutela dell’Ambiente e della
Salute di Cavaglià; il Gruppo Donne
di Santhià, ora Ambiente Santhià; il
Gruppo cave di Tronzano; il Comitato
“No inceneritore, no inquinamento”
di Livorno Ferraris.
Cruciale per il
Movimento la questione dei
rifiuti, in
relazione alla quale il quadro teorico
di riferimento è quello della “strategia
rifiuti zero”, per l’adozione di alternative
esistenti all’incenerimento dei rifiuti, quali il riciclo e il riuso
dei materiali. Tra le battaglie portate avanti: la
richiesta di una raccolta differenziata
seria e un Piano rifiuti regionale attento;
che non vengano autorizzate nuove
cave o l’ampliamento delle preesistenti;
maggiore trasparenza da parte delle
amministrazioni e la predisposizione
di un "Piano cave" e di un "Piano Territoriale"
che contemplino il risanamento
della Valledora.
In questo anno e mezzo
di attività il Movimento ha organizzato
incontri pubblici con soggetti politici
e autorità scientifiche, “tour delle
discariche”, per avvicinare e informare
i cittadini, i ragazzi delle scuole e gli
amministratori e per un impulso “dal
basso” e partecipato alla soluzione dei
problemi dell’area. Altri soggetti storicamente impegnati
per la tutela dell’area sono le
sezioni vercellesi di Legambiente e
Pro Natura.
Il 1° marzo 2008 si sono tenuti a Santhià, con l’intento di incontrarsi nuovamente nei mesi successivi per proseguire i lavori, gli Stati Generali per il futuro della Valledora, appuntamento fortemente voluto dalle principali associazioni ambientaliste del territorio, in primis Legambiente e Pro Natura e il Movimento Valledora, per elaborare un piano condiviso di intervento sull’area. Sono convenuti movimenti, tecnici ed esperti, rappresentanti politici, amministratori locali e semplici cittadini per fare pubblicamente il punto sulla situazione dell’area. Ne è emersa la dichiarazione generale di intenti a voler proseguire i confronti per giungere ad azioni condivise e fattive di intervento.
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