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 rubrica   dalla parte di chi vende

Da settembre luci sul commercio

di Roberto Portinaro, direttore Confesercenti della provincia di Vercelli
Roberto Portinaro

    L’appuntamento è per settembre.    Le locali Associazioni di categoria del commercio e del turismo, unitamente, hanno dichiarato di voler aprire una “vertenza territoriale” che ponga al centro dell’interesse del mondo politico e dell’opinione pubblica, le difficoltà in cui versano la stragrande maggioranza delle piccole imprese.

    Dal fisco al costo del lavoro, dalla crisi dei consumi al modello economico, i commercianti vercellesi vogliono dire la loro, forti dei numeri di cui dispongono : oltre cinquemila imprese che occupano dodicimila addetti.    Sarà uno sforzo organizzativo davvero eccezionale, attivato grazie alla forza dei numeri ed alla coesione di una categoria che o ritrova la passione e agisce unitariamente o rischia di uscire fortemente ridimensionata se non addirittura azzerata da questa difficile congiuntura.

    Questa “marcia” parte dalla provincia di Vercelli e non a caso.    La nostra provincia dispone di due grandi associazioni di categoria che si sono contraddistinte, nel corso di questi ultimi anni, per dinamismo e voglia di fare.    Sono, lo dico senza paura di essere smentito, tra le più importanti a livello locale, ma non solo!    Rappresentano nel Piemonte un modello di riferimento a cui guardano con interesse anche le altre province.

    Gli obiettivi che l’iniziativa di settembre si porrà saranno decisamente ambiziosi, ma tutti raggiungibili, previo riconoscimento da parte della politica locale, del ruolo moderno ed insostituibile della distribuzione e del turismo.    Gli operatori lamentano un sistema fiscale diventato insopportabile, non modificato dal Governo Berlusconi, nonostante le tante dichiarazioni di principio.    Lamentano il perdurare di una crisi economica che viene sottovaluta e i cui riflessi sui livelli di consumi, se continuerà anche per un solo semestre, saranno drammatici per centinaia di imprese.

    Al centro dell’iniziativa, per la prima volta e posto fuori da ogni ideologismo, viene posto un interrogativo che da tempo era completamente assente.    Riguarda il mercato e le sue regole.    Dopo gli anni del liberismo, usato a tutto campo, senza mai interrogarsi sugli aspetti negativi che questa teoria e prassi economica ha prodotto, ci si domanda se non sia il caso di apportare qualche piccola regola in questo settore, in grado di migliorare il servizio, privilegiando la qualità e la professionalità di cui sta dietro al banco, anche a beneficio e a tutela del consumatore.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 32 del 1-ago-2009 )
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