L’appuntamento è per
settembre. Le locali Associazioni
di categoria del
commercio e del turismo,
unitamente, hanno dichiarato
di voler aprire una
“vertenza territoriale” che
ponga al centro dell’interesse
del mondo politico
e dell’opinione pubblica,
le difficoltà in cui versano
la stragrande maggioranza
delle piccole imprese.
Dal fisco al costo del lavoro,
dalla crisi dei consumi
al modello economico, i
commercianti vercellesi
vogliono dire la loro, forti
dei numeri di cui dispongono
: oltre cinquemila
imprese che occupano
dodicimila addetti. Sarà
uno sforzo organizzativo
davvero eccezionale, attivato
grazie alla forza dei
numeri ed alla coesione
di una categoria che o ritrova
la passione e agisce
unitariamente o rischia di
uscire fortemente ridimensionata
se non addirittura
azzerata da questa difficile
congiuntura.
Questa “marcia” parte
dalla provincia di Vercelli
e non a caso. La nostra
provincia dispone di due
grandi associazioni di categoria
che si sono contraddistinte,
nel corso di
questi ultimi anni, per dinamismo
e voglia di fare. Sono, lo dico senza paura
di essere smentito, tra
le più importanti a livello
locale, ma non solo! Rappresentano
nel Piemonte
un modello di riferimento
a cui guardano con interesse
anche le altre province.
Gli obiettivi che l’iniziativa
di settembre si porrà
saranno decisamente ambiziosi,
ma tutti raggiungibili,
previo riconoscimento
da parte della politica
locale, del ruolo moderno
ed insostituibile della distribuzione
e del turismo. Gli operatori lamentano
un sistema fiscale diventato
insopportabile, non
modificato dal Governo
Berlusconi, nonostante
le tante dichiarazioni di
principio. Lamentano il
perdurare di una crisi economica
che viene sottovaluta
e i cui riflessi sui livelli
di consumi, se continuerà
anche per un solo semestre,
saranno drammatici
per centinaia di imprese.
Al centro dell’iniziativa, per la prima volta e posto fuori da ogni ideologismo, viene posto un interrogativo che da tempo era completamente assente. Riguarda il mercato e le sue regole. Dopo gli anni del liberismo, usato a tutto campo, senza mai interrogarsi sugli aspetti negativi che questa teoria e prassi economica ha prodotto, ci si domanda se non sia il caso di apportare qualche piccola regola in questo settore, in grado di migliorare il servizio, privilegiando la qualità e la professionalità di cui sta dietro al banco, anche a beneficio e a tutela del consumatore.
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