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[ mascotte: un simpatico torello scatenato ]

  Granata comunque e dovunque  

Ha ragione quel tabaccaio di Borgo d’Ale:
l’abbonamento dovrebbe pagarcelo Cairo

di Enrico “Sciamano” Vallino
foto: Josè Altafini

Saluggia.    Periodo tradizionalmente povero di notizie ed indicazioni interessanti per quanto riguarda il calcio.

    Ulteriormente svuotato di interesse, causa i ritiri dei top team italiani dall’altra parte dell’oceano: giungono voci di sfide con i Galaxy oppure contro squadre messicane, con nomi più simili a marche di birra che a squadre di calcio.    Lo sport d’attualità è il nuoto, con i mondiali che si disputano a Roma, dove l’Italia è protagonista (la medaglia d’ oro di Federica Pellegrini).

    Il sottoscritto non è il più adatto a parlare di questo sport visto che il suo stile prediletto, più che la rana o il delfino, è lo stile pietra, che affonda lentamente, ma affonda.    Dal ritiro granata giungono le solite non-notizie con giornalisti impegnati a trovare spunti, anche dove non ce ne possono essere.

    Si parla sempre della rosa troppo ampia, della difficoltà di sfoltire.    Di contorno il disinteresse della tifoseria (reale e totalmente giustificato), anche se dopo la presentazione, alle prime uscite della squadra negli stadioli montani si è visto un discreto pubblico.    Dal torneo birra Forst giunge l’eco del gol contro la Cremonese (!?!) del campione del mondo Barone (testuale citazione dello speaker) e di prove convincenti del giovane Gorobsov (pallino di Vincent), argentino con cognome russo: speriamo che giochi come un argentino e non beva come un russo (qualità che comunque lo potrebbe inserire nella nutrita schiera dei numerosi carontei nostalgici).    Il ritiro di Folgaria è terminato il 31 luglio con l’amichevole con il Vicenza.    Il problema è capire chi mantenere in organico e chi mandare in lidi migliori, per non dire altro.

    Tra quelli che non rivedremo segnalo Di Loreto, che non ha rinnovato il contratto e che un amico ha avvistato in vacanza a San Benedetto del Tronto, riabilitava la spalla infortunata con lunghe nuotate.    Leggere dichiarazioni quali « Siamo l’Inter della B » non può che farmi toccare (visto che siamo su un giornale) ferro.    In un torneo così lungo conteranno le motivazioni, la corsa e per ultima la tecnica, quindi è meglio calarsi subito nella nuova realtà e pedalare.     Colantuono sembra l’uomo giusto per motivare la squadra, quindi non resta che aspettare.

    Nel frattempo la campagna abbonamenti più carbonara degli ultimi anni è partita e lo Sciamano si è presentato trafelato ad un tabaccaio di corso Vittorio per rinnovare la tessera: sarà l’ennesima stagione sperando nel lieto fine.    Piacevole siparietto con il gestore (peraltro originario di Borgo d’Ale) che si lamentava di un tifoso dell’altra squadra di Torino che lo aveva fatto impazzire (benché anche lui bianconero) con pretese assurde in barba ad ogni regola.    Seguiva elogio pubblico dell’educazione dei tifosi granata.    Terminata la lunga filippica non riusciva a trattenersi dall’ovvia battuta sul fatto che sarebbe stato Cairo a doverci pagare l’abbonamento e non noi a rinnovarlo.    Concordavo e spiegavo che avrei inviato regolare fattura al nostro presidente, per il doveroso rimborso.

    Tornando a casa incrociavo in un bar di corso Vinzaglio Josè Altafini (che avevo già notato una sera, mentre portava a spasso un grosso cane).    Visto che lui non è stato convocato con Ventola e Stellone nella “nazionale disoccupati”, Cairo sarebbe ancora in tempo a proporgli un contratto a gettone: forse il vecchio “Mazzola” farebbe ancora la sua porca figura.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 37 del 1-ago-2009 )
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