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Saluggia. Periodo tradizionalmente
povero di notizie ed indicazioni
interessanti per quanto
riguarda il calcio.
Ulteriormente
svuotato di interesse, causa i ritiri
dei top team italiani dall’altra parte
dell’oceano: giungono voci di sfide
con i Galaxy oppure contro squadre
messicane, con nomi più simili
a marche di birra che a squadre di
calcio. Lo sport d’attualità è il nuoto,
con i mondiali che si disputano
a Roma, dove l’Italia è protagonista
(la medaglia d’ oro di Federica Pellegrini).
Il sottoscritto non è il più adatto a
parlare di questo sport visto che il
suo stile prediletto, più che la rana o
il delfino, è lo stile pietra, che affonda
lentamente, ma affonda. Dal ritiro granata giungono le solite
non-notizie con giornalisti impegnati
a trovare spunti, anche dove
non ce ne possono essere.
Si parla
sempre della rosa troppo ampia,
della difficoltà di sfoltire. Di contorno il disinteresse della
tifoseria (reale e totalmente giustificato),
anche se dopo la presentazione,
alle prime uscite della squadra
negli stadioli montani si è visto un
discreto pubblico. Dal torneo birra
Forst giunge l’eco del gol contro la
Cremonese (!?!) del campione del
mondo Barone (testuale citazione
dello speaker) e di prove convincenti
del giovane Gorobsov (pallino di
Vincent), argentino con cognome
russo: speriamo che giochi come un
argentino e non beva come un russo
(qualità che comunque lo potrebbe
inserire nella nutrita schiera dei numerosi
carontei nostalgici). Il ritiro di Folgaria è terminato il
31 luglio con l’amichevole con il Vicenza. Il problema è capire chi mantenere
in organico e chi mandare in
lidi migliori, per non dire altro.
Tra
quelli che non rivedremo segnalo Di
Loreto, che non ha rinnovato il contratto
e che un amico ha avvistato in
vacanza a San Benedetto del Tronto,
riabilitava la spalla infortunata
con lunghe nuotate. Leggere dichiarazioni quali « Siamo
l’Inter della B » non può che farmi
toccare (visto che siamo su un giornale)
ferro. In un torneo così lungo
conteranno le motivazioni, la corsa
e per ultima la tecnica, quindi è meglio
calarsi subito nella nuova realtà
e pedalare. Colantuono sembra
l’uomo giusto per motivare la squadra,
quindi non resta che aspettare.
Nel frattempo la campagna abbonamenti
più carbonara degli ultimi
anni è partita e lo Sciamano si è
presentato trafelato ad un tabaccaio
di corso Vittorio per rinnovare la
tessera: sarà l’ennesima stagione
sperando nel lieto fine. Piacevole siparietto con il gestore
(peraltro originario di Borgo d’Ale)
che si lamentava di un tifoso dell’altra
squadra di Torino che lo aveva
fatto impazzire (benché anche lui
bianconero) con pretese assurde
in barba ad ogni regola. Seguiva
elogio pubblico dell’educazione
dei tifosi granata. Terminata la
lunga filippica non riusciva a trattenersi
dall’ovvia battuta sul fatto
che sarebbe stato Cairo a doverci
pagare l’abbonamento e non noi a
rinnovarlo. Concordavo e spiegavo
che avrei inviato regolare fattura al
nostro presidente, per il doveroso
rimborso.
Tornando a casa incrociavo in un bar di corso Vinzaglio Josè Altafini (che avevo già notato una sera, mentre portava a spasso un grosso cane). Visto che lui non è stato convocato con Ventola e Stellone nella “nazionale disoccupati”, Cairo sarebbe ancora in tempo a proporgli un contratto a gettone: forse il vecchio “Mazzola” farebbe ancora la sua porca figura.
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