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 Eccellenza   Il nuovo allenatore della Crescentinese, esordiente su una panchina di questo livello,
delinea gli obiettivi della stagione e i ruoli dello staff tecnico

Cavalli: « la salvezza prima possibile e inserire i giovani in prima squadra »

foto di gruppo di alcuni membri della Crescentinese
I "GIOIELLI" DI MINOLI

La Crescentinese ha presentato i nuovi acquisti.    Da sinistra i due portieri, Alberto Vairolatti e Roberto Argomenniè, il preparatore Francesco Zandarin, il presidente Roberto Minoli, l'attaccante Diego Gigliotti e l’allenatore Roberto Cavalli.

Crescentino. (g.g.)    Roberto Cavalli è il nuovo allenatore della formazione granata.    È la sua prima volta sulla panchina di una squadra di livello superiore, lui che si è sempre occupato del settore giovanile.
    Il giovane tecnico ha dalla sua tutto l’entusiasmo di chi affronta per la prima volta una sfida impegnativa come quella di garantire i buoni risultati che ci si aspetta dalla sua squadra per la prossima stagione sportiva, ma anche le competenze di chi ha allenato per anni dei giocatori in erba, aiutandoli a crescere sia dal punto di vista strettamente tecnico che da quello dell’acquisizione di una mentalità pienamente sportiva.

    L’anno scorso lei allenava la formazione degli Juniores, sempre a Crescentino.
    Questa è la mia prima esperienza con una squadra a livelli più alti rispetto alle giovanili.    L’anno scorso ho lavorato con i giovani e siamo arrivati primi nel nostro campionato.

    Il settore giovanile ha sempre dato grandi soddisfazioni alla società.
    Sì, in questi anni abbiamo vinto due coppe regionali, siamo arrivati primi sia con i Giovanissimi nel campionato Provinciale, sia con gli Allievi.    Io ho sempre militato nella Crescentinese, ho cominciato allenando i Pulcini fino ad arrivare agli Juniores.

    Gli anni trascorsi nel settore giovanile, cosa le hanno lasciato?
    Ci sono stati momenti buoni e momenti difficili. Allenando ragazzi molto giovani, al loro primo approccio con il calcio, inizialmente dovevo insegnar loro a giocare. E imparare a giocare non va di pari passo con i risultati. Questi sono arrivati solo dopo due, tre anni.

    Parlando invece di cosa l’aspetta il prossimo anno, buona parte dello staff tecnico che collaborerà con lei è nuovo.
    Salvo il preparatore dei portieri, Francesco Zandarin, siamo tutti alla nostra prima esperienza con l’Eccellenza.    Sia io che il mio secondo, Carlo Cagnone, che il preparatore atletico Fabio de Marchi.    Quest'ultimo è alla sua prima volta come preparatore nel mondo del calcio, prima svolgeva la stessa attività, ma con atleti di altri sport.    Comunque lascerò a ognuno il suo compito.    Ci siamo divisi i ruoli e vorrei responsabilizzare tutti, ognuno per quello che gli compete.

    Conosce già tutti gli elementi della squadra?
    Alcuni li ho allenati durante la passata stagione.    Infatti alcuni Juniores venivano prestati alla prima squadra come riserve.    Quest’anno saranno titolari, anche se qualcuno, come Meo Defilippi, andrà a fare un’esperienza di una stagione a Vercelli, probabilmente.

    Vi siete dati degli obiettivi per il campionato?
    Gli obiettivi sono due: innanzitutto guadagnarsi la salvezza il prima possibile, per poi cercare di raggiungere traguardi maggiori.    Ma per prima cosa mettersi al sicuro.    Il secondo è far crescere i giovani che entrano in squadra, farne sbocciare qualcuno.    Ne abbiamo almeno otto.    Insomma, manca solo da definire il girone in cui giocherete nella prossima stagione…  Stiamo aspettando che la Federazione comunichi la suddivisione delle squadre.    Tre anni fa eravamo nel gruppo con formazioni molto forti, come Bra e Fossano.    Ci siamo dovuti scontrare con avversari ostici che venivano dalle provincie di Asti e Cuneo, e siamo retrocessi.    Ora speriamo di finire nello stesso girone dell'anno scorso, che conosciamo abbastanza bene.

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sfoglia il giornale da questo articolo [ sfoglia ] ( pag. 35 del 1-ago-2009 )
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