Roma.
(r.e.) Più di centomila
agricoltori nei giorni
scorsi hanno lasciato le
campagne e si sono uniti
alla mobilitazione della
Coldiretti a difesa del
“made in Italy dal campo
alla tavola” che si è estesa a
tutte le frontiere, dal Brennero
al Tarvisio, dal Frejus
fino a Ventimiglia, ma anche
ai principali porti di
sbarco dei prodotti agricoli
stranieri.
Blitz degli allevatori
anche negli stabilimenti
di lavorazione della
grande industria che trattano
prodotti provenienti
dall’estero. Produttori di
frutta, vino, ortaggi, cereali
e olio di oliva sono scesi al
fianco degli allevatori con
centinaia di trattori all’arrembaggio
dei principali
porti per difendere le coltivazioni
Made in Italy.
« La
spesa per i consumatori
aumenta, ma i prezzi in
campagna sono crollati »,
« il grano cala e la pasta
aumenta », « stop alle truffe
del falso olio Made in
Italy », « in 24 ore i prezzi
delle pesche aumentano di
dieci volte dal campo alla
tavola », sono alcuni degli
slogan gridati dai manifestanti
che hanno partecipato
alla mobilitazione
promossa dal presidente
nazionale Sergio Marini e
denominata “operazione
verità sul Made in Italy”.
Gli agricoltori della Coldiretti
chiedono l’obbligo
di indicare la provenienza
in etichetta per tutti gli alimenti
e maggiori controlli
sui prodotti stranieri dei
quali deve essere resa nota
la destinazione, per combattere
la speculazione che
fa aumentare la spesa degli
italiani mentre nelle campagne
i prezzi sono crollati.
A seguito della manifestazione
il ministro
dell’agricoltura Luca Zaia
ha assunto un “impegno
formale” perché anche
sui prodotti della filiera
del latte vi sia l’etichetta. Il
ministro si è recato al valico
del Brennero, scelto
da Coldiretti per la mobilitazione
a difesa del latte
e dei formaggi veramente
italiani con la partecipazione
di migliaia di allevatori. Zaia ha aggiunto che
presenterà un decreto per
l’etichettatura d’origine
obbligatoria del latte, che
sarà quindi inviato all’UE,
e ha ricordato che già esiste
un disegno di legge, al
vaglio della Camera, sulla
dichiarazione di origine
obbligatoria in etichetta
per i prodotti dell’agroalimentare;
« per il latte –ha
detto– l’impegno è ancora
più forte perché oggi sta
diventando sempre più un
elemento simbolo delle etichettature ».
Con il decreto
in arrivo, ha spiegato Zaia,
« il latte UHT, che spesso è
di origine straniera, avrà
così finalmente la dicitura
“stalle estere” piuttosto
che italiane ». Si tratta di « una grande
vittoria per il bene del
paese », ha dichiarato il
presidente di Coldiretti
Sergio Marini. « Siamo
molto soddisfatti e ringraziamo
tutti coloro che in
questo processo ci hanno
voluto dare una mano. Il
formaggio secondo noi si
deve fare con latte, caglio
e sale ».
E a proposito della proposta –che circola ormai da molti anni– di virare con un colorante il latte in polvere così che formaggi ottenuti senza latte fresco possano essere subito riconosciuti, Marini non ha dubbi: « tutti i sistemi che possono evitare truffe e contraffazioni saranno ben accolti dalla Coldiretti ». Il decreto, presentato al tavolo di filiera, « è stato ben accolto praticamente all’unanimità », spiega il ministro. Tranne forse dagli industriali « con i quali ci incontreremo presto ».
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